La magia non c'è

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lunedì 4 luglio 2011, 12:00Primo Piano
di Matteo Calcagni

Imballato, poco lucido, non a suo agio: Paulo Henrique Ganso ha completamente toppato la gara d'esordio in Copa America, non lasciando certamente un buon messaggio a coloro che, in precedenza, non avevano mai avuto modo di vederlo giocare. L'assetto della Seleçao, che spesso l'ha obbligato a tornare sulla linea dei centrocampisti, non ha certo facilitato la prova del trequartista del Santos, apparso anche fuori condizione: l'infortunio, da cui ha recuperato in tutta fretta per disputare la vittoriosa finale di Libertadores, evidentemente ha lasciato qualche strascico sulla tenuta atletica. Il 10 non ha brillato, a parte 2/3 spunti degni di nota che, con un pizzico di fortuna in più, avrebbero potuto portare in vantaggio la Nazionale verdeoro. Non è però il caso di addossare tutta la colpa a Ganso: nel pareggio contro il Venezuela, infatti, anche altri "tenori" hanno steccato.

Robinho ha faticato molto, dovendo partire da una posizione decentratissima e consumando una serie infinita di energie; lo stesso Neymar, nonostante una partenza col botto, si è spento mano a mano, spesso intestardendosi in giocate inutili ai fini del risultato. L'unico che si è guadagnato la cosidetta pagnotta, nonostante la sostituzione nella ripresa, è stato Alexandre Pato: il "Papero" si è messo in mostra positivamente, controllando palloni complicati e sfiorando il gol con una sfortunata traversa. Bisogna però rimarcare che, nonostante attese ottimistiche, il "quadrilatero magico" non ha certamente brillato: Mano Menezes, in vista della prossima sfida contro il Paraguay, dovrà obbligatoriamente rivedere le sue idee, cercando di modificare il modulo o, eventualmente, impostarlo con uno stile più efficace, soprattutto in zona gol.