La prima del Milan: questa non la sapevi...
Li avevamo lasciati così. In Piazza del Duomo sommersi da un bagno di folla che gioiva per il diciottesimo scudetto. Quella foto, impressa nelle nostre menti, la ritroviamo oggi a darci il benvenuto nel centro sportivo di Milanello. Da un bagno di folla all'altro. L'amore per i colori rossoneri non si raffredda nonostante la calda giornata. "Braida compraci Cesc" è il coro più gettonato, al quale ha risposto in conferenza stampa Adriano Galliani: "Ci siamo rinforzati con l'innesto di giocatori importanti, poi il 31 agosto è lontano…". L'ottimismo nella club house del Milan è contagioso. Berlusconi, lo ha trasmesso a Galliani che di riflesso lo ha irradiato ai giornalisti presenti in sala stampa. "L'obiettivo della prossima stagione sarà quello di riprovare a vincere il campionato e di fare meglio in Champions". Milanello è vestito a festa. Non mancano striscioni, cori e fumogeni per il primo allenamento della stagione 2011/2012. La seduta, durata non più di un'oretta e mezza, si è così composta. Riscaldamento muscolare, molta palla e la classica partitella finale. Gli occhi erano puntati su di lui, quel ragazzo appena diplomatosi con un 60 alla maturità. Lo stesso ragazzo è dotato di qualità che lo portano ad eccellere però sul rettangolo verde. Stop di collo, carezze al pallone, colpi di suola e di tacco. Il giovane ne ha di personalità.
"Sono qui per mettere in difficoltà mister Allegri quando deve fare la formazione", afferma El Shaarawy. Dichiarazioni trite e ritrite, direte voi, confermate però dalla lingua che di bugie non ne può dire; il pallone. Ad impressionare non è stata solo la classe del talento italo-egiziano, ma anche i polpacci di Taye Taiwo, che, se nella sua prima intervista, ha avuto bisogno del traduttore, ha fatto capire chiaramente a tutti che la natura lo ha dotato di un fisico fuori dal comune. Poi c'è il "già visto". Gattuso è sempre Gattuso. Il primo allenamento, il caldo, la partitella… No. Ringhio, se lo hanno soprannominato così un motivo ci sarà, azzanna con la fame del ragazzino le caviglie dei compagni per far capire al gruppo che non si è mai sazi. Il più acclamato, così come durante i festeggiamenti in Duomo rimane sempre lui. Kevin Prince Boateng. Formula magica, concentrato di tecnica e grinta, incarnazione del calciatore moderno. Il ghanese ha deliziato attraverso continui tocchi di esterno destro fino ad un simpatico siparietto. Il Boa salta con un tunnel di suola (gesto tecnico ad alto coefficiente) il malcapitato Strasser. Il centrocampista della Sierra Leone si gira, i due si guardano e il ghanese, dopo aver sogghignato, decide di tirargli un'amichevole pacca sulla schiena. Oltre il danno la beffa. Tra concentrazione, impegno, sorrisi e colore, si conclude il primo appuntamento con il primo gol stagionale. La firma è di quelle che non ti aspetti: Mathieu Flamini… Chapeau.
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