La profezia
Non per niente lo chiamano Alta Tensione. A 37 anni suonati, Pippo Inzaghi la scossa la sa dare ancora. Eccome se la sa dare. Ci è voluto il suo ingresso per riportare in pista un Milan che per 150 minuti, i 90 dell’andata e i primi 60 di San Siro, è stato dominato in maniera imbarazzante dal Real Madrid, che a differenza dell’andata ha avuto il torto di specchiarsi troppo e non è riuscito a chiudere la partita prima che Allegri calasse il suo vero pezzo da novanta. Né Ibra, né Ronaldinho, né Pato e nemmeno Robinho. Bensì l’eterno Pippo Inzaghi. Quando Mourinho due settimane fa disse di temerlo più di chiunque altro, tutti pensavano alla solita provocazione, invece lo Special One diceva sul serio e alla fine, suo malgrado, ci ha azzeccato in pieno. Una doppietta in dieci minuti, alla sua maniera, da rapace dell’area di rigore, sfruttando come un killer spietato gli errori altrui. Sul primo gol hanno sbagliato addirittura in due, Pepe e Casillas, ai margini dell’unica giocata riuscita di un Ibrahimovic per il resto deleterio così come Dinho e Pato.
Sul secondo a sbagliare è stato il guardalinee, che non ha visto il fuorigioco di partenza sul lancio di Gattuso, l’altra nota positiva della serata assieme allo stoico Thiago Silva. Con queste due perle, Inzaghi è diventato Mister Europa e al record stava per essere associato il miracolo, svanito in pieno recupero per il gol segnato da Pedro Leon, che rende giustizia al Real Madrid a fa impazzire di gioia Mourinho. Alla fine è stato giusto così, perché a parte i dieci minuti da elettroshock di Superpippo non c’è stata partita. Di un’altra categoria le Merengues, che hanno sempre tenuto in mano il pallino del gioco. Solo qualche errore di mira e l’eccessivo leziosismo, parola in tremenda antitesi col pragmatismo di Mourinho, hanno evitato ai rossoneri l’imbarcata prima e dopo la rete di Higuain in chiusura di primo tempo. Il pareggio finale, benché sacrosanto, ha complicato non poco i piani del Milan. La qualificazione è ancora tutta da conquistare, le partite con Auxerre e Ajax sanno di spareggio. Per raggiungere gli ottavi servirà un atteggiamento diverso da quello visto nel doppio confronto con il Real Madrid. E, possibilmente, lo stesso Inzaghi.
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