La strana coppia Galliani-Raiola e le grandi manovre

La strana coppia Galliani-Raiola e le grandi manovre MilanNews.it
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
mercoledì 19 dicembre 2012, 22:00Primo Piano
di Emiliano Cuppone

In attesa di avere l’ultimo verdetto dell’anno, quello del campo dell’Olimpico in un impegno cruciale per questa prima parte di stagione, sembrano essere partite le grandi manovre di mercato in casa rossonera.
La finestra invernale, che solitamente era intesa come di riparazione, oggi è divenuta vero e proprio momento di progettazione per il futuro dei club europei, periodo cardine per sfruttare il malcontento dei calciatori in giro per l’Europa, i tempi stretti di trattative che si chiudono nell’arco di appena un mese e l’impossibilità ad operare di chi in estate ha investito più del dovuto.
Adriano Galliani due anni fa fu vero principe e maestro, portando a casa tutti in una volta Van Bommel, Emanuelson ed Antonio Cassano per il più classico pugno di riso, tre operazioni monstre che hanno messo l’ad rossonero fra i soggetti da “evitare”. Lo scorso anno, però, ci fu il flop Tevez, altro affare geniale che venne stoppato dalle esose pretese del Machester City (mai cliente semplice con cui trattare) e dal veto presidenziale alla cessione di Alexandre Pato.
A distanza di un anno, però, ancora il brasiliano sembra poter essere ago della bilancia del mercato a tinte rossonere. Insieme a Robinho, dando per scontate le partenze di gente come Mesbah e Traore spariti dal radar di Allegri ancor prima di entrarci probabilmente, è lui l’indiziato numero uno a fare posto, e cassa, per l’arrivo di volti nuovi per il Milan del futuro. Se il numero 7 verdeoro  sembra destinato ad andare, preso da quella “malattia” tutta brasiliana che va sotto il nome di “saudade” (che ci sembra sempre più una scusa bella e buona per lasciarsi alle spalle la nebbia e riabbracciare spiagge dorate e samba), il paperotto infortunato sembra ancora indeciso, in particolare sulla bontà del progetto del Corinthians che, tra l’altro, deve anche convincere Berlusconi con la più classica delle offerte irrinunciabili.
Di certo c’è che Adriano Galliani il Natale lo passerà in Brasile, un po’ per piacere (e come biasimare chi si gode le festività al caldo con un cocktail ghiacciato per festeggiare) ed un po’ per lavoro.

Lì lo attenderà Mino Raiola, vecchio amico ritrovato dopo qualche incomprensione (più o meno veritiera) e qualche frecciatina legata all’addio di “quello col nasone” (ci scuserete, ma ancora oggi nominarlo fa un po’ male). La strana coppia brianzolo-italo-olandese  cercherà di ritrovare gli antichi fasti targati 2011, quando insieme chiusero una trattativa dopo l’altra, riempiendo il diavolo di campioni che l’hanno trascinato allo splendido scudetto numero 18.
In mente, naturalmente, Mario Balotelli, la gioconda (ma la gioconda non era quello col nasone che a Parigi c’è andato per davvero?) potrebbe cambiare sede, e passare dalle fredde tribune dell’Ethiad Stadium, rese ancora più rigide dal gelo che c’è con i vertici del City, al calore dell’inferno di San Siro, fra sorrisi, cori ed un campionato che non aspetta altro che abbracciarlo.
Ma Mino Raiola è sinonimo anche di campionato olandese, laddove il Milan sembra orientato per andare a pescare il mediano del presente e del futuro, quel Kevin Strootman che sembra aver stregato Massimiliano Allegri e che sarebbe sostituto perfetto del connazionale De Jong. Mark Van Bommel, ambasciatore rossonero al Psv, continua l’opera di convincimento, Mino Raiola potrebbe essere il passpartout per fare breccia nel muro eretto dai vertici della società olandese, fermi e decisi ad attendere l’estate e le offerte al rialzo per cedere il giocatore alle migliori condizioni possibili.
Dal caldo del Brasile, però, potrebbe arrivare l’idea giusta, la telefonata che potrebbe sbloccare la trattativa e portare alla corte del diavolo due pezzi da novanta, o del ’90, che dir si voglia. L’obiettivo primario è quello di cedere, innanzitutto gli esuberi, poi gli scontenti, quelli tristi che hanno nostalgia del Brasile, poi si parte all’attacco, con un tesoretto a cui andrebbero aggiunti i fondi che erano stati stanziati per Kakà la scorsa estate, per un giro di volti e di nomi che assomiglia sempre di più alle grandi manovre.