La verità che fa male. Una sola buona notizia...

La verità che fa male. Una sola buona notizia...MilanNews.it
© foto di Giacomo Morini
lunedì 1 febbraio 2010, 10:50Primo Piano
di Francesco Somma

Che il mese di gennaio fosse irto di insidie, lo sapevamo da tempo. Derby, Fiorentina (poi rinviata), Juve, Genoa, l’impegno successivamente raddoppiato in Coppa Italia: 30 giorni densi di appuntamenti calcistici, pericoli e crocevia da attraversare indenni. Avevamo iniziato nel migliore dei modi, vincendo e convincendo. 14 gol in 4 partite, per abbattere Genoa, Juve, Novara e Siena. Per arrivare al derby con il vento in poppa e qualcosa in più della proverbiale “speranziella”. Detto fatto: finché vince, questo Milan è intoccabile, anzi, può fare a meno di Pato e non aver paura di nessuno. Non c’è dubbio: siamo noi i favoriti, basta battere l’Inter e i giochi saranno riaperti. L’Inter zoppica contro Siena e Bari, e tutti la danno per spacciata. Poi, qualcosa va storto. I nerazzurri sfavoriti scendono in campo “con il coltello tra i denti”, compatti e decisi a dettar legge. Bastano pochi minuti per capire che non sarà una serata facile, e che il Milan sfavillante ed armonioso, che incanta e asfalta, non è pervenuto, venendo meno sul più bello. Derby all’Inter. Tanta delusione, ma in fondo abbiamo perso contro i più forti. Poi gennaio continua, sta per finire. Quarti di Coppa Italia all’Udinese.

Un punticino salvezza al Livorno di Cosmi. Tanti dubbi e il dolore della verità per il nostro Milan. Dubbi sulla forza del gruppo, sull’efficacia del calcio “bailado”, sui meriti-colpe dell’allenatore, sulla sostituibilità di alcune pedine. Alcuni di essi, forse, non saranno mai chiariti. Altri sono ricorrenti e risolti da qualche anno. La risposta arriva dai risultati, spietati nella loro semplicità: senza Nesta non è la stessa cosa; senza Pirlo, neppure; senza Pato – ma purché Ronaldinho sia in giornata –invece si può giocare, e vincere. Si scrive senza Nesta (o Pirlo), ma si legge senza sostituti all’altezza. Finché c’è il campionato, e Leo può contare su loro due (ai quali mi sento di aggiungere Thiago Silva e uno tra Borriello e Huntelaar) tutto fila liscio. Quando si mischiano le carte, si torna a sentire il dolore delle ultime due domeniche e dello scorso mercoledì. I colpi più duri ce li ha inflitti proprio l’Udinese, che ci ha fatto male ma al contempo ci ha aiutati a trovare un’altra risposta. Fa male capire –ancora una volta- che i titolari rossoneri (o almeno, non tutti) non hanno riserve all’altezza. Fa ancor più male constatare che –salvo colpi di scena delle ultime nove ore- i titolari e le riserve del Milan resteranno gli stessi. Ma tant’è, finché in ambito di clonazione non si faranno passi avanti, per competere su tre fronti occorre una rosa quantomeno competitiva. Lo so: diciamo e pensiamo sempre le stesse cose…
Ah, dimenticavo una buona notizia: oggi è 1 febbraio!