Le minestre riscaldate non sono mai buone
Acqua passata non macina più recitava un vecchio adagio. Ebbene il Milan dovrebbe memorizzare il celebre proverbio onde evitare di commettere, suggestionato da quella canaglia denonimata nostalgia da Albano Carrisi, una colossale topica di mercato. L'errore sesquipedale in questione sarebbe quello di riportare a Milanello Ricardo Kakà; infatti il trequartista brasiliano non è neppure lontanamente paragonabile allo straordinario fuoriclasse che i tifosi rossoneri hanno ammirato dal 2004 al 2010 ovvero gli anni della permanenza in maglia milanista del brasiliano.
Ormai "Smoking bianco" come l'aveva soprannominato agli albori della sua avventura in rossonero l'aedo delle gesta milaniste Carlo Pellegatti, è un giocatore in netto e forse irreversibile declino e un suo ritorno nel club di via Turati potrebbe solamente rischiare di offuscare lo splendido ricordo che nutrono nei suoi confronti i tifosi. Oltretutto la storia insegna che le cosiddette minestre riscaldate non sono mai buone, Sheva docet. Anche l'ucraino infatti così come il brasiliano fu venduto a peso d'oro fra lo scetticismo generale ed invece da entrambe le cessioni la società di via Turati ne ricavò delle plusvalenze straordinarie, oltrettutto senza nemmeno rimetterci dal punto di viste tecnico dato che sia Shevchenko che Kakà da stelle luminosissime del firmamento milanista si sono tramutati in metore con le maglie rispettivamente di Chelsea e Real Madrid.
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