"Lui gioca!"
"Sta bene e gioca". Massimiliano Allegri è un allenatore che non usa mai mezzi termini, che odia i giri di parole, che mette sempre da parte i se e i ma: Zlatan Ibrahimovic, domani contro il Chievo, scenderà puntualmente in campo dal primissimo minuto, in barba a tutte quelle patetiche voci sui suoi presunti problemi fisici. Lo svedese, infatti, porta sulle spalle i gradi da insostituibile, ed è impossibile, al momento, pensare di poter fare a meno di lui. E' stato così alla Juve, ancor di più all'Inter, dove José Mourinho lo portava con se anche al cinema, un po' meno al Barça, per motivi ancora del tutto oscuri. La pubalgia? Solo invenzioni di cattivo gusto, semplice voglia di creare scompiglio la dove regna la serenità. "Nessuno ha mai parlato di pubalgia per Zlatan.
Perché fargliela venire?", ha sentenziato il tecnico toscano in conferenza stampa, con quel briciolo di sarcasmo che non gli fa certo difetto. "Si è riposato. Ha fatto cinque giorni di riposo e tre allenamenti. Sta bene e gioca". Punto. Tutto il resto è noia, chiacchiere e - lo Special One ci consenta - prostituzione intellettuale. Insomma, che Mondo-Milan sarebbe senza Ibrahimovic? Mister Allegri evita di chiederselo, anche perché, il dubbio di lasciarlo a riposo, per ora non lo sfiora minimamente.
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