MALDINI: "Quest'anno non possiamo fallire ancora"

MALDINI: "Quest'anno non possiamo fallire ancora"MilanNews.it
domenica 26 ottobre 2008, 13:00Primo Piano
di Milannews Redazione

Dunque, Maldini, Nedved ha detto che a volte si sente un po' un marziano in mezzo ai ragazzini nello spogliatoio. «A me non capita e poi non penso che siano molto diversi da me: sono più moderni, ma hanno gli stessi imbarazzi e timidezze che avevo all'inizio, e per diventare calciatori di alto livello dovranno fare gli sforzi che ho fatto io».

Che cosa significa per lei ricevere il premio Facchetti? «Moltissimo, perché le nostre carriere sono simili. Lui era una bandiera dell'Inter, io sono stato tutta la vita nel Milan, ma le similitudini sono molte, anche riguardo alla nostra storia in nazionale. Mi piaceva la pacatezza di Facchetti, non comune nell'ambiente, e ricordo che Sacchi mi parlava sempre di come stava in campo. E' stato il primo terzino d'attacco, il primo a interpretare il ruolo in modo moderno».
Che cosa dice ai suoi figli quando li porta al campo? «Di essere leali, di abituarsi ad accettare successi e sconfitte, di mettercela tutta e di cercare il divertimento. Questo è il calcio: ma poi c'è la vita, c'è la scuola, c'è l'amicizia».



Tutti si lamentano del calcio business. «Non so, io ho la visione più bella, quella del calciatore. E se non hai passione e cuore non arrivi da nessuna parte, proprio come succedeva una volta. E' cambiato quello che gira intorno al calcio, c'è più divismo, ma soltanto i più forti emergono. Perché dentro questo sport è rimasto uguale».

A proposito di divismo, il Milan ormai passa per essere, più che galattico, glamour, diciamo, soprattutto con David Beckham. «Beckham viene ad allenarsi, per restare in forma e per essere ancora importante per la sua nazionale: mi sembrano motivazioni positive. Il Milan non ha preclusioni verso i giocatori non più giovani e ha sempre tenuto conto dell'immagine e della comunicazione. Credo che Berlusconi anni fa abbia preso Gullit anche perché gli piaceva il suo modo di essere. Finchè si associano immagine e valore tecnico va tutto bene. L'importante è che non prevalga il lato galattico: se dovessimo fallire anche quest'anno sarebbe un disastro».