Mancini e il Milan: una storia nata male e finita peggio

Mancini e il Milan: una storia nata male e finita peggioMilanNews.it
© foto di Filippo Gabutti
martedì 13 luglio 2010, 18:00Primo Piano
di Matteo Calcagni

2 febbraio - 23 giugno - 12 luglio: queste le date decisive della sfortunata avventura rossonera di Amantino Mancini. Il 2 febbraio, dopo che Mancini fu prelevato in prestito dall'Inter il 31 gennaio, Silvio Berlusconi bacchettò aspramente Galliani e Leonardo, dichiarandosi sorpreso e in disaccordo con l'acquisto dell'esterno brasiliano: "L'acquisto di Mancini? Non l'ho capito. E' fermo da due anni, non sono d'accordo con il suo acquisto e l'ho detto a Galliani". I mesi seguenti diedero ragione al presidente rossonero: l'ex giallorosso, in condizioni fisiche precarie, collezionò infortuni in serie, disputando poche gare, tutte al di sotto della sufficienza (decisivi, in negativo, anche gli errori di finalizzazione contro Napoli e Sampdoria, che penalizzarono notevolmente la rincorsa rossonera all'Inter). La seconda tappa, importantissima, è rappresentata dal 23 giugno. Il Milan, a gennaio, si impegnò per riscattare la metà del cartellino di Mancini, con una sorta di "obbligo" di riscatto.

Il limite ultimo per esercitare tale opzione, tuttavia, era appunto fissato per tale data: il Milan si è incontrato con l'Inter e, nonostante le pressioni nerazzurre, è riuscito ad evitare l'oneroso riscatto di Mancini, strappando la promessa di riprendersi il brasiliano con un prestito secco. L'ipotesi, tuttavia, non ha soddisfatto il brasiliano che, ieri (12 luglio), tramite il suo procuratore, Roberto Calenda, ha reso noto di aver concluso la sua avventura con la maglia del Milan: "Dopo i cinque mesi in prestito al Milan Mancini rientrerà all'Inter. Il Milan si era è fatto avanti per un altro prestito ma questo ad Amantino non interessa. A questo punto è da escludere un suo futuro al Milan". L'esterno brasiliano ora è in ritiro con l'Inter e, per lui, si affacciano ipotesi francesi, con il Marsiglia potenzialmente interessato. Una storia, quella tra Mancini e il Milan, nata male e finita peggio: in questo caso, considerando i presupposti, la società rossonera è riuscita a rimediare all'errore commesso a gennaio, evitando di mettere sotto contratto l'ennesimo giocatore sulla soglia dei trent'anni.