Mancini, il pomo della discordia

Mancini, il pomo della discordiaMilanNews.it
© foto di Giacomo Morini
lunedì 12 luglio 2010, 18:00Primo Piano
di Matteo Calcagni

Voluto fortemente da Leonardo e Galliani, immediatamente criticato da Silvio Berlusconi: Amantino Mancini è arrivato al Milan facendo discutere, con più ombre che luci. Le parole del presidente rossonero, direttamente da Gerusalemme, fecero inizialmente scalpore, essendo l'operazione a costo zero: "L'acquisto di Mancini? Non l'ho capito. E' un altro trequartista mentre a noi magari serve qualcuno che finalizzi il gioco. E' fermo da due anni, non sono d'accordo con il suo acquisto e l'ho detto a Galliani". Le prestazioni insufficienti del brasiliano e, oltretutto, il presunto "obbligo" di riscatto da parte del Milan, fecero tornare di moda le parole di Berlusconi che, senza dubbio, ebbe ragione a criticare l'approdo in rossonero dell'esterno brasiliano. Una volta sancito l'addio a Leonardo, unico vero estimatore dell'ex giallorosso, gli sponsor di Mancini, all'interno del Milan, si sono ridotti sensibilmente.

La dirigenza rossonera, nell'ultimo giorno a disposizione per il riscatto del verdeoro, è riuscita ad evitare un sanguinoso esborso monetario (3.75 mln per la metà del cartellino, più un ingaggio faraonico). Per rispettare il patto di gennaio, tuttavia, il Milan si sarebbe impegnato nel riprendere Mancini in prestito secco: soluzione non assolutamente gradita dal ventinovenne brasiliano, ora volenteroso di giocarsi le sue chances in nerazzurro con Rafa Benitez. Da qui l'ormai studiata trattativa giovani: con Cristian Daminuta (20), Attila Filkor (21) e Marco Fossati (17) pronti a vestire la maglia del Diavolo, come una sorta di "rimborso" nei confronti dell'Inter, ora costretta a subissarsi l'intero ingaggio del laterale verdeoro. Una storia fitta di sfaccettature, con protagonista un calciatore che, solo un paio di stagioni fà, era considerato uno dei pezzi pregiati del mercato italiano. Al momento, invece, il suo rimbalzare tra Milan e Inter ha creato solo disguidi, insofferenze e critiche: il pomo della discordia, ora destinato, salvo colpi di scena, a ritingersi di nerazzurro.