Mentalità nuova per un vecchio Milan
La vittoria di Torino è di quelle fondamentali, tutti avranno apprezzato quella sulla Juventus (superiore per blasone), ma questa contro i granata ha un peso specifico pari se non addirittura superiore. Questo Milan sembra aver trovato finalmente un’identità, capace di andare oltre alle difficoltà legate agli assenti e, soprattutto, ad una gara che sembrava indirizzata sui binari sbagliati.
L’errore di Nocerino (l’ennesima disattenzione di una squadra che deve ritrovare la necessaria concentrazione lungo tutti i novanta minuti) è di quelli che avrebbero segato le gambe ad una squadra con poca personalità, come appariva il diavolo nelle prime uscite stagionali. Ma questo Milan, quello delle cinque vittorie due pareggi ed una sola sconfitta nelle ultime otto uscite, ha saputo mantenere la calma e ribaltare ancora una volta il match.
Così com’era accaduto a Catania una settimana fa, la truppa di Allegri non si è scomposta, ha continuato ad esprimere il proprio gioco con la consapevolezza di chi sa di avere in canna i colpi per mandare KO l’avversario. E’ proprio questa la più grande differenza che caratterizza il Milan degli ultimi tempi, la capacità di mantenere i nervi saldi, di non affrettare le giocate, di attendere il momento giusto, dare continuità alla manovra e fare male all’avversario con la forza della pazienza.
E’ un Milan maturo che sembra aver ripreso a ragionare da grande squadra, con quella consapevolezza che distingue le formazioni di vertice dalle altre, quella che è sempre appartenuta al diavolo. I problemi non sono finiti, tutt’altro, c’è da sistemare la difesa ballerina e le troppe disattenzioni che continuano a minare il cammino del diavolo lungo i 90 minuti, ma il cambio di mentalità è netto e fondamentale. C’è una differenza sostanziale fra il primo Milan della stagione, quello incapace di reagire allo svantaggio che si gettava in avanti a testa bassa, perdendo le misure e le posizioni, di fatto scoprendosi ai fendenti avversari, e quello di oggi che tiene bene il campo e reagisce con ordine agli eventi negativi.
La sensazione è palpabile, anche per chi guarda da casa o dagli spalti, non c’è più quello scoramento che seguiva ai gol incassati nell’inizio di stagione, il diavolo riesce a trasmettere una serenità diversa, sintomo di una maturazione importante. Che si tratti di un passo deciso verso il salto di qualità non è ancora determinabile, aspettiamo di avere conferme dalle partite che verranno (su tutte le ultime due di questo 2012), ma la vittoria di questo pomeriggio è un segnale importante, perché maturato in una sfida a dir poco complicata nelle premesse e nel suo incipit.
Se il diavolo è tornato lo scopriremo solo vincendo.

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