Mercato e tatticismi, le incognite del Milan

Mercato e tatticismi, le incognite del Milan   MilanNews.it
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domenica 23 dicembre 2012, 18:00Primo Piano
di Stefano Maraviglia

Quattro vittorie non potevano aver risolto i molteplici problemi in casa Milan, così come una sconfitta, non può cancellare quanto fatto finora. Tenuto conto di questo principio, tutto il resto è opinabile e criticabile. A Roma si è visto un Milan "strano", disunito, disorganizzato, confusionario e poco determinato. Classici sintomi della serata storta e così è stata. Andiamo con ordine.

ALLEGRI I TATTICISMI E LA GESTIONE DEGLI UOMINI - una questione sempre attuale, una parentesi aperta, chiusa e riaperta infinite volte in questa stagione. All'Olimpico, si è vista una squadra messa male in campo, vittima di sbagli collettivi e individuali, ma anche delle scelte. Le formazioni di Zeman da sempre concedono spazio, soffrendo la dinamicità e il brio di attacchi schierati a tre, dotati di inventiva abbinata a velocità. Il centrocampo giallorosso com'era prevedibile, è stato varato sulla base dell'interdizione unita ai piedi buoni: perchè quindi non arretrare Boateng in mediana, inserendo magari Pazzini o Bojan fin dal primo minuto? Parlare a bocce ferme è fin troppo facile, ma capire che dal 1' minuto della ripresa, dovevano essere cambiati almeno due, se non tre effettivi, è alla portata di tutti. Altro quesito: che fine ha fatto Emanuelson? Uno degli uomini più brillanti nello sciagurato inizio di stagione del Milan, pare di colpo eclissatosi o meglio, relegato all'ingrato ruolo di alternativa all'alternativa. E Zapata? La coppia Mexes-Yepes sulla carta è forse quella maggiormente affiatata e in alcuni casi ha dimostrato di essere anche la più affidabile, ma contro un attacco a tre come quello romanista, supportato da continui inserimenti dei centrocampisti, non sarebbe stato più giusto schierare l'ex-Villareal, al fianco di Philippe Mexes? Piuttosto che concedere il fianco all'avversario, impiegando due centrali fisici, ma tutt'altro che rapidi.

CAPITOLO MERCATO - altro punto che dev'essere analizzato a dovere dalla società. La Champions vedrà i rossoneri opposti al quotatissimo Barcellona, appuntamento che non deve condizionare le decisioni, in sede di trattativa. Il campionato e la risalita restano le priorità assolute. C'è chi parla di Drogba per via della sua esperienza, chi punta su Balotelli, chi indica Matri come probabile e chi (Sportmediaset di recente), scommette su Llorente. Al Milan servono più rinforzi e di spessore, almeno uno per reparto (porta esclusa). A ciò, bisogna aggiungere alcune situazioni da chiarire, tipo quelle di: Acerbi, Zapata e Bojan. Tre giocatori che potrebbero rappresentare il futuro, tre investimenti che vanno valutati, ma che sono riusciti a dare in maniera direttamente proporzionale, a quanto concessogli. Il duo difensivo si è trovato occasionalmente, a far da tappabuchi in situazioni anche complicate. Una condizione non ottimale, per fornire un rendimento veritiero. Discorso diverso per lo spagnolo. L'ex-Barcellona ha goduto di maggiore fiducia, ripagata solo a sprazzi e con guizzi, come quelli offerti ieri sera. Gli spagnoli si sa, hanno sempre pagato nel calcio italiano. Adriano Galliani dovrà ponderare al meglio, come e se esercitare il diritto di riscatto, a favore del Milan. Tante sono le questioni che andranno chiarite nel mese di gennaio, soprattutto a livello tattico. Il campo ha palesato delle carenze, quelle che in questi giorni potranno essere colmate dal mercato, a patto che si opti per la funzionalità e non per l'effetto scenico.