Milano o Pechino, la storia non cambia

Milano o Pechino, la storia non cambiaMilanNews.it
© foto di Giuseppe Celeste/Image Sport
sabato 6 agosto 2011, 17:00Primo Piano
di Matteo Calcagni

Allegri aveva predicato attenzione: l'Inter sarebbe stata un'avversaria difficile, nonostante in molti ritenessero quasi scontata la vittoria del Milan. Le piccole "preoccupazioni" del mister toscano si sono trasformate in realtà al "nido d'uccello": Gasperini ha sorpreso i rossoneri con un modulo molto dinamico, pressando a tutto campo e difendendo con molti uomini. Gattuso e compagni hanno inizialmente pagato l'avvio flash del "biscione", soffrendo sul possesso palla e, al 22' del primo tempo, passando in svantaggio a causa della punizione magistrale di Wesley Sneijder. La traiettoria ha beffato Christian Abbiati, stampandosi sul palo e depositandosi irrimediabilmente in rete. Il gol subito ha però acceso una piccola lampadina negli ingranaggi del Diavolo: come un diesel in terra cinese, l'undici di Allegri si è pian piano destato, andando vicino al pari con il palo di Zlatan a ridosso dell'intervallo. La vera scossa è arrivata però nella ripresa, quando l'Inter si è presentata con un assetto ed un atteggiamento differente, facendosi rapidamente fagocitare dalla "verve" milanista. Mano a mano che i minuti passavano, i rossoneri guadagnavano terreno, fino alla decisiva rete del pareggio: bellissima azione rossonera, con Robinho che ha consegnato un "cioccolatino" a Seedorf che, inseritosi in area di rigore, ha poi servito una parabola vincente a Zlatan Ibrahimovic.

Lo svedese si è confermato "spauracchio" per la sua ex squadra, dopo il rigore trasformato nella stracittadina dello scorso novembre. Ma non finisce qui: Allegri sostituisce Robinho con Pato e, nel giro di dieci minuti scarsi, il Diavolo trova il vantaggio. Ignazio Abate serve un grande pallone al "Papero" che, in diagonale, cerca di sorprendere Julio Cesar sul secondo palo. Il portiere brasiliano compie un miracolo ma, sulla respinta, sopraggiunge come un treno Kevin-Prince Boateng, alla sua prima rete contro i "cugini". Il sigillo del ghanese si dimostra decisivo: i nerazzurri si spengono progressivamente, facendosi notare solo per proteste velleitarie a seguito del fuorigioco finale di Samuel Eto'o. Capitan Ambrosini, subentrato nel secondo tempo, alza al cielo la sesta Supercoppa milanista: grande festa a Pechino e a Milano, segno che la voglia di vincere, nonostante lo Scudetto appena conquistato, non si è affatto esaurita. Oltre alla coppa, i rossoneri si aggiudicano anche il primo derby stagionale, il terzo su tre dall'approdo di Allegri sulla panchina del Diavolo.