Né bocciato né rimandato, solo... in panchina
Né bocciato né rimandato: l'alunno Ronaldinho continui a studiare, in attesa di nuovi esami. Massimiliano Allegri, quasi a sorpresa, sostiene il Gaucho, che, da giorni ormai, dopo la debacle con l'Ajax, vive sulla gogna mediatica del pallone allestita appositamente per lui sulla pubblica piazza. Eppure, a conti fatti, il numero ottanta rossonero non fu certo l'unico a snobbare l'impegno con i Lancieri di Amsterdam, al contrario, nei novanta minuti fu certamente tra i meno peggio. "Dinho? Né bocciato né rimandato - ha detto il tecnico toscano in conferenza -. Ha fatto una gara d'impegno e volontà, è normale che se la squadra non gioca bene anche il singolo ha difficoltà ad esaltare le proprie capacità". Parole sante.
Un Milan senza motivazioni, con in testa - forse - già il pranzo di Bologna, non poteva certo sostenere le velleità dell'ex Barça, trovatosi a dover dimostrare - paradossalmente - il suo talento in novanta minuti di pura accademia rossonera. Difficile, se non addirittura impossibile, riuscire ad incidere su un match già scritto in partenza, buono solo per mettere ancor più in cattiva luce il Gaucho, già nel mirino asfissiante di critica e tifosi. Nonostante tutto, Ronaldinho (che anche al Dall'Ara si accomoderà in panchina) resta ancora la seconda-terza scelta nei pensieri di Allegri, sie nel ruolo di trequartista che in quello di seconda punta. Nessuna bocciatura, dunque, almeno pubblicamente: la realtà dei fatti, invece, e il suo destino (con ogni probabilità già scritto), conducono tutti verso un'altra direzione: l'uscita di Milanello.
Testata giornalistica Aut.Trib. Arezzo n. 8/08 del 22/04/2008
Partita IVA 01488100510 - Iscritto al Registro Operatori di Comunicazione al n. 18246
Direttore editoriale e responsabile: Antonio Vitiello
© 2026 milannews.it - Tutti i diritti riservati
Sito non ufficiale, non autorizzato o connesso ad A.C. Milan


