Paura e delirio: scacco criminale a Genova

Paura e delirio: scacco criminale a GenovaMilanNews.it
© foto di Alberto Fornasari
mercoledì 13 ottobre 2010, 02:04Primo Piano
di Matteo Calcagni

Non è bastato interrompere la gara tra Italia e Serbia: i sostenitori serbi, identificati come una corrente neonazionalista, hanno messo a ferro e fuoco la zona esterna dello Stadio Ferraris, costringendo le forze dell'ordine alla carica e allo scontro frontale. Decine di feriti hanno lasciato la zona del Marassi, rendendo la notte ligure un vero e proprio inferno. Secondo quanto riportato da Sky Sport 24, è stata avviata nelle scorse ore una perquisizione a tappeto sui pullman dei serbi, all'interno dei quali sono state rinvenute armi di vario genere. Una tragedia in tutti i sensi, un attacco premeditato da coloro che, solo qualche giorno fà, avevano dato vita a scene simili al primo "Gay Pride" in Serbia, causando panico, feriti e terrore.

Una follia che ha colpito anche il portiere titolare della Nazionale balcanica, Vladimir Stojkovic, che è stato aggredito nelle ore antecedenti alla partita: situazione che l'ha intimidito a non scendere in campo. Cesare Prandelli, intervenuto in conferenza stampa dopo la sospensione del match, ha dichiarato di essersi subito reso conto di quanto avrebbe potuto accadere: "Abbiamo trovato il portiere serbo nel nostro spogliatoio, tremava tutto e abbiamo capito che qualcosa non andava...". Una notte che difficilmente verrà cancellata, una macchia indelebile per la Serbia e per il calcio, tra la condanna e l'impotenza. Non sarà un 3-0 a tavolino ad eliminare tale scempio e le lacrime di Dejan Stankovic, distrutto per il comportamento scellerato di parte del suo popolo, rendono l'idea di quanto malata sia stata questa serata.