La "paura di perdere", la molteplice interpretazione nei 90 minuti, la calma nonostante Massa. L'analisi di Genoa-Milan per una sosta più serena
Tra quello che Amorim ha detto al termine di Genoa-Milan 1-2 per commentare la prestazione dei rossoneri spicca sicuramente la frase sulla "paura di perdere": «Se giochi per il Milan, per questi club, non ci sono giorni liberi. Non puoi presentarti come è successo giovedì e poi riaccenderti per la domenica. Non è possibile, non è una cosa che funzionerà. Non è una condizione fisica, è una questione di avere ansia per la sconfitta. Se hai “panico” per la sconfitta non è che hai paura di perdere, ma sei consapevole che perdere è la fine del mondo. Questo è il feeling che voglio che abbiano le mie squadre». Come capita spesso da quando è l'allenatore del Milan, la comunicazione di Amorim è ficcante.
Ma è ancora più importante la sottolineatura che fa quando parla di come la squadra ha interpretato la sfida di Marassi: «Ci sono momenti in cui riesci a giocare molto bene, ci sono anche altri momenti in cui abbiamo cambiato modo di giocare e siamo andati forti sulle seconde palle e abbiamo giocato un calcio differente. E questo fanno le grandi squadre: giocano in modo differente all’interno della stessa partita. Sono davvero soddisfatto dei miei calciatori oggi». Ed effettivamente è stato così. Vedendo come il Genoa all'inizio fosse aggressivo e soprattutto diretto nelle transizioni, la squadra di Amorim ha cercato di essere pericolosa non con il possesso prolungato, ma con delle riaggressioni continue che hanno sorpreso in due occasioni la difesa rossoblu: tanto è bastato per segnare. Poi il Milan ha controllato attraverso il possesso e Modric è salito in cattedra: il croato si è preso anche i complimenti di De Rossi: «È un piacere per chi ama il calcio».
La squadra è riuscita anche a rimanere calma nonostante l'arbitraggio di Massa molto discutibile: il fischietto di Imperia ha avuto un metro poco coerente, soprattutto nel comminare i vari problemi disciplinari. Il Genoa ha terminato il match con soli due giocatori ammoniti (di cui uno al 94'). Amorim ha parlato di arbitri per la prima volta da quando è in Italia: «Arbitro? Non lo commento, perché so che parlare di arbitri non è una cosa che potrebbe aiutare la mia squadra. Voi avete gli occhi, avete i canali TV, avete visto la partita. Potete giudicare voi». Il riferimento ovviamente è alla situazione Marcandalli-Rabiot. Un non-commento che dice tutto.
Il Milan ha meritato su un campo difficile: va detto che mancavano ben sette giocatori. Terracciano P., Gabbia, Saelemaekers, Chukwueze, Loftus-Cheek, Tomori e Pavlovic: Amorim non ha voluto sottolineare questo aspetto. Ma lo facciamo noi, perché non è mai scontato vincere in situazioni del genere. Soprattutto in un ambiente caldo come quello di Marassi, che ha riempito di fischi Pulisic: il popolo genoano lo soffre parecchio. Eppure Chris è solo al secondo gol al Luigi Ferraris.
Tre punti d'oro per vivere una sosta con più serenità.
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