Pazzini deluso dal Milan
Non è Zlatan Ibrahimovic nè per caratteristiche fisiche, nè per doti tecniche, nè per disposizione tattica, ma Giampaolo Pazzini ha indubbie qualità. Non si può paragonare il recente passato dell'attacco rossonero, con l'attuale presente, soprattutto perchè diverse sono le squadre che hanno supportato e supportano ora gli avanti, come diversa è la quantità dei palloni giocati. Lo svedese ha sempre calamitato la manovra su di se, puntuali i lanci lunghi a partire dalla difesa e destinati al centravanti, in grado di inventare sempre qualcosa di buono. Oggi la musica è cambiata, il "Pazzo" necessita di cross, quindi la manovra deve svilupparsi sulle corsie laterali e dal fondo, o comunque cambiare trama. Non a caso anche ieri, il mattatore di Bologna ha disputato una partita a due facce.
Il primo tempo lo ha portato alla ribalta per le "sportellate", date e ricevute dai propri avversari, nella ripresa con il Milan in preda ai nervi, con un attacco diventato pesante e una manovra più ampia, anche il giocatore ha meglio figurato. Lontanissimo dall'impatto avuto al Dall'Ara contro i felsinei, il n.11 di Allegri ha comunque evidenziato come sia indispensabile per lui, avere al suo fianco giocatori in grado di crossare con continuità e precisione. Il lancio lungo non favorisce la fisicità dell'ex interista, che rispetto ad ibra, paga molti chili in meno e quindi muscoli, oltre a 10 o più centimetri di altezza. Ciò che gioca a suo favore è l'agilità in area di rigore, dote sfruttabile solo su un certo tipo di palloni e di cross.
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