Pensare al presente
"Se un giorno andrò via dal Milan, mi piacerebbe vestire la casacca del Barcellona": una frase isolata, all'interno di un pensiero più ampio fatto di elogi a Milano e all'amore per la squadra rossonera, che farà comunque storcere il naso a molti. Certo, il tempo delle bandiere è ormai finito e il calcio è fatto anche di addii illustri (e il Milan ne sa qualcosa con le recenti partenze di Shevchenko e Kakà), ma le parole di Alexandre Pato giungono nel momento peggiore possibile. Il piccolo spiraglio, aperto nei confronti della squadra di Guardiola, arriva infatti dopo l'ennesimo comeback dall'infortunio del numero 7 che, al suo rientro in quel del Tardini, non ha messo in campo la giusta grinta, venendo ripreso dal proprio allenatore e dalla stampa. Il recupero giusto in tempo per l'impegno con la Selecao ha messo in moto una serie di malignità sul conto del giovane bomber arrivato nel 2008 dall'Internacional di Porto Alegre. Il Papero ha respinto le sirene del City, ma ha fatto capire che la sua reazione potrebbe essere di diverso avviso nel caso in cui a chiamarlo in causa fosse il forte team catalano di Leo Messi. Per carità, non è la prima volta che un calciatore esprime una sua preferenza: anche Thiago Silva ad inizio anno, durante il periodo di pressing del Real Madrid sul centrale, aveva detto di stimare Josè Mourinho e che un giorno magari avrebbe lavorato con lui.
E, nonostante le stranezze del calcio moderno, dubitiamo che ciò possa avvenire con la casacca rossonera... Ma O'Mostro arrivava da una stagione sfavillante ed è a tutt'oggi il cardine della difesa, insieme ad Alessandro Nesta. Pato invece, reduce da una stagione marcata da acciacchi fisici, deve pensare a ristabilirsi per questo Milan che punta forte su di lui e sui suoi gol, per il presente: la stagione è appena iniziata e il Papero dovrà essere protagonista. Il 19 Ottobre si torna al Bernabeu, lo stadio in cui il brasiliano ha segnato i suoi primi due gol in Champions League, timbrando lo storico successo nella tana del Real: i tifosi si attendono il bis. Il futuro può attendere.
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