Per la matematica non sarà decisivo ma...
Non sarà decisivo per la matematica, come qualcuno giustamente afferma, visto che saranno ancora sette le gare in cui Milan, Inter e anche Napoli e Udinese, potranno decidere il loro destino nel tentativo di conquistare l’agognato alloro nazionale, ma per i rossoneri questo derby potrebbe essere fondamentale dal punto di vista psicologico. Dopo mesi in testa alla classifica di un torneo mai chiuso ma, fino a due giornate fa, gestito con sicurezza dalla squadra di Allegri, il rischio di perdere il primato a seguito di un periodo negativo che culminerebbe con la sconfitta più cocente contro l’avversario principale per la corsa al titolo, non rappresenterebbe certo il miglior viatico al rush finale; inoltre, quel punto di svantaggio dai rivali che si materializzerebbe (senza contare anche il ritorno di Napoli e Udinese), acquisterebbe un valore decisamente più pesante del suo effettivo numerico. La famosa frase: “dipende tutto da noi” perderebbe il suo senso e qualche scricchiolio intravisto nelle ultime settimane nella psiche rossonera potrebbe diventare un danno strutturale irreparabile.
Rimanere in testa alla graduatoria, dunque, deve essere il vero obiettivo del derby di sabato sera. Aldilà dei numeri, dei distacchi più o meno consistenti, mantenere il primo posto garantirebbe una fiducia e una consapevolezza decisive per le restanti sette gare di campionato e in casa Milan questa partita va vissuta come un doppio confronto di Champions League ad eliminazione diretta, perché ogni minimo vantaggio acquisito sugli inseguitori sarà vitale per la corsa al titolo. Insomma, il derby non sarà decisivo ma in campo Pato e compagni dovranno renderlo tale.
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