Pronti ad inchinarsi ai suoi piedi
Il Milan, lo dice la storia, è sempre stata una squadra piena di giocatori che hanno avuto molti titoli nobiliari, assegnatigli come soprannomi ma che, pensandoci, facevano capire quanto importante fosse quel giocatore per la sua squadra e, ogni appellativo, identificava in maniera netta e precisa le caratteristiche dello stesso tesserato. Si parte dal grande Barone, Nils Liedholm, passando per il primo principe di Milano, ossia Fernando Redondo, a quello più moderno che incarna i muscoli e l’esplosività di Kevin-Prince Boateng. Oltre a loro, la società milanista ha potuto vantare anche uno zar, Pietro Vierchowod, e il re dell’est, Andriy Shevchenko.
Un mix di nobiltà che, presto, potrebbe arricchirsi ulteriormente con l’arrivo del piccolo faraone, ossia Stephan El Shaarawy, oggetto del desiderio, di un torrido giugno, di Adriano Galliani che lo avrebbe individuato come un ottimo rinforzo sia nel breve che, soprattutto, nel lungo termine. L’accordo ancora non è stato ben definito ma l’agente del ragazzo, Roberto La Florio, non ha alcuna intenzione di perdere il treno che gli sta passando davanti e non tirerà troppo la corda anche alla luce della volontà di Allegri di valutare il ragazzo nei primi giorni di ritiro per poi decidere se mantenerlo nella rosa, con ovvia fuoriuscita di uno tra Paloschi e Cassano, oppure se mandarlo in prestito, in una squadra di A, con lo stesso Genoa ma anche il neo promosso Novara sono due soluzioni fattibili. L’ufficialità ancora non è arrivata ma Milano è pronta ad inchinarsi al piccolo Faraone.
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