QUANDO BASTEREBBE TACERE
Nella vita, e nel calcio, o ci sei o non ci sei. Se parliamo di rapacità, di protagonismo, di faccia tosta, Josè Mourinho c'è. Se invece parliamo di stile, di educazione, rispetto e buon senso, Josè Mourinho non c'è. Al termine di una sfida come quella di ieri sera, vinta dall'Inter in 12 contro 10, e giocata dal Milan al massimo delle sue possibilità, per uno come il tecnico dei nerazzurri ( che non accenna a voler aprire lo Zanichelli e dare un'occhiata alla voce: obiettività) ci sarebbe stata una sola cosa da fare: TACERE.
Invece no: dopo una settimana di piagnistei ( per cosa poi?) ha ricevuto il suo premio, che risponde al nome di Roberto Rosetti, il migliore del mondo, un altro Special One, autore di due errori grossolani e pesantissimi ( evitiamo di soffermarci sugli episodi "dubbi") che hanno spianato alla corazzata Inter le porte verso il successo. Malgrado l'assenza di Kakà, malgrado l'impiego di un Kaladze recuperato in extremis, malgrado Rosetti e Calcagno, malgrado tutto, anzi oggi ancor di più ci sentiamo orgogliosi di dire Forza Milan! Perchè i ragazzi, da Christian ad Ambro, da Dinho al Capitano, hanno dato il massimo ed escono veramente a testa alta dalla sfida di San Siro.
Al termine di una gara così palesemente cambiata dalle scempiaggini della terna arbitrale, la cosa migliore da fare sarebbe riconoscere il peso degli errori e il merito agli avversari, proprio come Ancelotti, Galliani e co. ci hanno abituati a vedere. Invece loro no, loro preferiscono guardare solo a se stessi, perchè l'importante è vincere, non importa come, ma vincere. Quindi si esulta negli spogliatoi, e quando ci si presenta in zona mista si tira ancora in ballo un'aria misteriosa che soffia contro l'Inter, ci si appella alla presunta espulsione di Ambrosini: segno evidente di un arbitraggio nettamente a favore del Milan.
Al termine dei primi 45', ieri sera il risultato era 2-0 per loro. Proprio come nel derby del 21 febbraio 2004, quello della più bella rimonta degli ultimi 10 anni, quello del Milan "meraviglioso", un Milan che incantava sempre e dovunque, rifilando, tra andata e ritorno, 6 pappine ai cugini. Quello sì che era: Vincere lo scudetto. Gli intenditori di calcio dicono: "Beh, le sue squadre vincono così, senza fare spettacolo". Caro Mou: il campionato è ormai nelle tue mani, ma sai cosa ti dico: se devi vincerlo così, tienitelo pure stretto.
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