Rimonte cercasi: ma in panchina mancano soluzioni

Rimonte cercasi: ma in panchina mancano soluzioniMilanNews.it
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domenica 19 dicembre 2010, 19:00Primo Piano
di Matteo Calcagni

La sconfitta lascia un forte amaro in bocca, soprattutto perchè arrivata tra le mura amiche e in maniera alquanto immeritata: lasciando da parte la miriade di occasioni, infatti, la Roma è stata bloccata in maniera egregia dall'unidici di Allegri, andando al tiro in solo due occasioni in tutti i novanta minuti. Un po' come successo contro Juventus e Sampdoria, il Milan è stato freddato nelle uniche chances concesse: un elemento che da un lato va a premiare la cinicità avversaria ma, di fatto, mostra un'evidente dose di sfortuna rossonera. La nota dolente, oltre alla mala sorte che sembra aleggiare attorno a questo solido Diavolo, è l'incapacità di ribaltare, o anche rimediare, agli svantaggi: durante questa prima parte di stagione è successo solo tre volte e, oltretutto, due delle quali sono nate dalla verve e dalla grinta di Pippo Inzaghi. Pare evidente che in una chiara serata no dei due attaccanti rossoneri, Allegri non possa rimediare in nessun modo dalla panchina, offrendo una carta in più allo scacchiere in campo: l'anno scorso le tante rimonte, come testimoniano i dati a disposizione, sono spesso nate grazie ai cambi dalla panchina, un'arma fondamentale quando si tenta di riequilibrare le sorti di un incontro. Lo stesso Mourinho, che ha fatto dei ribaltoni clamorosi quasi una scuola, ha sempre trovato conforto dagli uomini in panchina: a San Siro con il Milan, casualità o no, ci ha pensato il subentrante Pedro Leon a pareggiare l'incontro.

Il mister toscano, a parte forse Ronaldinho, non poteva certamente contare su sostituzioni miracolose: lo stesso brasiliano, nonostante abbia mostrato qualche sprazzo nei pochi minuti concessi, evidentemente viene considerato quasi alla stregua di un corpo estraneo, ma un ingresso anticipato sul terreno di gioco di certo non avrebbe guastato. I tantissimi infortuni, oltre a qualche lacuna della rosa attuale, impediscono ad Allegri di variare in corso d'opera, cercando di rimettere in sesto gare compromesse: oltre all'ormai certo Cassano, è chiaro che la dirigenza rossonera debba porre qualche attenzione anche agli altri reparti, come la linea mediana e magari il reparto esterni, che con i soli Abate-Zambrotta-Antonini pare alquanto striminzito (Oddo, Jankulovski e Montelongo non rientrano nei piani dell'allenatore). In ogni caso, nonostante le assenze e le difficoltà, il Milan avrebbe meritato senz'altro un risultato positivo con la Roma ma, come insegnano le leggi e i dogmi calcistici, spesso la meritrocazia non è certezza di vittoria. In attesa di qualche rinforzo sperato, oltre al recupero di infortunati celebri come Pato, Thiago e Flamini, è chiaro che Allegri dovrà rimboccarsi le maniche cercando di cancellare alla svelta la debacle interna contro i giallorossi, cercando di riproporre il cammino di vittorie che seguì la sconfitta interna contro la Juventus: Cagliari, Udinese, Lecce, Cesena e Catania prima di affrontare la Lazio a San Siro, una striscia di gare che sarà decisiva per scoprire se questo Milan potrà, o meno, lottare per la conquista dell'ambito traguardo tricolore.