RONALDO:" Devo perdere otto kg per tornare a giocare"

RONALDO:" Devo perdere otto kg per tornare a giocare"
martedì 13 maggio 2008, 16:42Primo Piano
di Ilaria Macchi

Ronaldo è in Brasile per riprendersi dal grave infortunio che lo ha colpito al ginocchio e sta cercando di lasciarsi alle spalle anche lo scandalo con i tre viados che lo ha coinvolto qualche giorno fa grazie anche al riavvicinamento con la fidanzata Bia che ora aspetta un bambino. Il brasiliano, che è in scadenza di contratto con il Milan, vuole fermamente tornare a giocare ma è consapevole di non essere ancora nelle condizioni adatte: " ''Sono alto 1,84 e oggi peso 95 kg. Ai Mondiali del 2002 pesavo 87 kg: e' l'obiettivo che voglio raggiungere''.

Il contratto con il Milan con ogni porbabilità non sarà rinnovato e così il sogno del Fenomeno è quello di vestire un' altra maglia rossonera, quella del Flamengo: " ''Ma per farlo devo essere in condizione, non si scherza con la storia'', dice il centravanti alla trasmissione Mais Voce. ''Devo dimagrire per fare la differenza in campo, per recuperare velocita' e agilita''. Il brasiliano fa il punto anche sulla sua rieducazione che al momento sta procedendo bene: " ''Ora sto cominciando a fare esercizi in bicicletta, sto nuotando e quindi brucio piu' calorie di quelle che assumo. Dalla scorsa settimana sto seguendo un regime alimentare da alteta''. Niente caffe' a colazione, frutta e verdura a volonta'. ''Penso che nel giro di un mese mi avvicinero' al peso ideale''. Poi, si potra' pensare al ritorno in campo. ''Dipende dalle trattative -dice- ma dipende anche dalle mie condizioni. Se non riesco a dimagrire e a ritrovare la condizione, non giochero' nel Flamengo o in un'altra squadra. Voglio guadagnarmi il posto, voglio meritarmelo''. Indossare la maglia rossonera del Flamengo sarebbe ''un sogno''. ''Ho sempre amato il Flamengo e il Maracana'. Dipende da me, devo tornare in forma''. Quando sara' guarito, il club carioca gli aprira' le porte: ''Lo aspettiamo a braccia aperte e con il tappeto rosso'', ha detto il presidente Marcio Braga.