Serve un vice-Ibra
Zlatan Ibrahimovic ha ripreso da dove lasciato, soprattutto se riferito alla prima metà del campionato: giocate guizzi e la solita ingombrante presenza soprattutto per gli avversari, costretti a contenerlo. Palla sui piedi dello svedese e la giocata è pressochè scontata, assist o calcio in porta non fa differenza. Contro il Bayern come contro la Solbiatese, gli stimoli non mancano a dispetto di chi ha ironizzato sullo stato di forma del bomber, parso incredibilmente pronto nonostante i pochi giorni di lavoro. Esce Ibra e la squadra seppur incentivata da un Bayern meno ficcante, stenta ad offrire spunti offensivi, va detto che i giovani lanciati da Allegri, hanno ben poche colpe. Inzaghi ai box, Paloschi non è proprio un simil-Ibra, ecco che un vice torna ad essere quasi indispensabile.
Snaturare Pato e impiegarlo nel ruolo di centravanti, significa sacrificare e mettere da parte, le doti di sprinter vantate dal giovane brasiliano, impiegare Pippo Inzaghi da prima punta o lo stesso Paloschi, vuol dire cambiare schema offensivo, al Milan di Allegri serve un centravanti di manovra. Il giocatore ideale dovrebbe essere dotato di grande fisico (per reggere l'urto delle difese avversarie) e in possesso di un'importante proprietà tecnica, utile nel tener palla e lavorarla per i compagni. Ad oggi sul mercato, non ci sono molti interpreti del ruolo, quelli noti sono giocatori di prima fascia o elementi finiti ai margini di altre compagini. Il Mister X resta una priorità per garantire l'aumento di spessore di una mediana che ne ha assoluto bisogno, ma un vice-Ibra va ponderato a dovere, per non rischiare di trovarsi poi a faticare in assenza dello svedese.
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