Solo una serataccia? Sì, ma i difetti si vedono

Solo una serataccia? Sì, ma i difetti si vedonoMilanNews.it
© foto di LINGRIA/PHOTOVIEWS
sabato 23 ottobre 2010, 13:40Primo Piano
di Matteo Calcagni

Real Madrid-Milan è stata una serata storta, iniziata male e finita anche peggio, con un secondo tempo di amara rimembranza, con le Merengues "guascone" capaci di divorarsi palle gol a volontà e, al contrario, un Diavolo mai pericoloso se non nel finale. E' indiscutibile che il vero Milan non è quello visto al Bernabeu: troppo brutto e scollato per essere vero. Tuttavia, allo stesso tempo, si sono potute osservare diverse "falle" che, bene o male, possono minare il cammino europeo, ma forse anche "italico", del team di Allegri. Il primo punto che, non riguarda i singoli, è la marcia che distanzia il Milan dall'undici di Mourinho e, parallelamente, anche dalle altre big d'Europa: i rossoneri, nonostante palleggiatori finissimi, non sono in grado di concludere azioni fulminanti e, quando il pressing si fa serrato e intenso, la manovra milanista va in panico, soffrendo terribilmente. Nonostante le discrete prestazioni di Zambrotta e Antonini, balza all'occhio la differenza sostanziale con giocatori come Marcelo dei blancos: il laterale sinistro Merengue non è certo un fenomeno, ma fa della corsa e dell'esplosione un'arma vincente e, tali qualità, impediscono all'avversario diretto di muoversi in tutta libertà, sempre costantemente attaccato con progressioni micidiali. Da mesi e anni continuiamo a premere sul "fattore" terzino: il club di via Turati ha nella sua rosa tanti interpreti del ruolo, ma nessun laterale moderno che possa reggere il confronto con i big d'Europa. Quel Gareth Bale che quattordici mesi or sono fu accostato al Milan e, per qualche oscura ragione, subì un destino simile ad Aly Cissokho, ha ormai stupito tutto il calcio mondiale, dimostrandosi un'ala devastante e letale: a Londra gioca quasi da attaccante, ma al Milan avrebbe potuto adattarsi tranquillamente in zona arretrata, facendo concorrenza al Maicon dell'Inter come terzino più forte del Campionato.

Inutile parlare di gennaio come possibile panacea di ogni male: da anni la dirigenza rossonera utilizza la finestra invernale di calciomercato per operazioni marginali ma, considerando i tanti soldi spesi in estate, sarebbe un peccato rinunciare ai successi per non voler affrontare investimenti quasi obbligatori. La "litania" del terzino, nonostante tutto, non è l'unico problema che attanaglia questo Milan: dalla mancanza di una reale alternativa a Nesta e Thiago Silva, alla scarsa vena dei "piedi buoni" in serate importanti. Per tentare di conquistare qualcosa in questa stagione, oltre a trovare una reale identità di gioco e di formazione, tutti i vari effettivi dovranno sacrificarsi e costruire uno spirito nuovo e vincente. Lo spirito osservato contro il Real, di fatto, ha ricalcato quello "ammirato" negli ultimi anni contro l'Inter, quando il Milan partiva sconfitto già prima di scendere in campo: un deciso cambio di tendenza rispetto al passato neanche troppo lontano. Con la psicologia, la comunicazione e qualche euro in più, tutto ciò può essere finalmente combattuto e sconfitto, con l'opportunità di creare una squadra che dica la sua non solo in Italia, ma anche contro le grandi del calcio europeo. Un test importante sarà la trasferta di Napoli, campo storicamente ostico ai colori rossoneri: il Diavolo avrà l'opportunità di dimostrare il proprio valore, cercando di battere una formazione che, nonostante non sia priva di lacune e difetti, riesce a fare del clima e dell'intensità la sua arma vincente. Contro i partenopei non basterà una magia di Ibra o un guizzo di Pato, ci vorrà un Milan umile e deciso per tutti i novanta(cinque) minuti di gioco: Allegri è avvisato e, considerando il clima ferreo a Milanello degli ultimi giorni, sembra che il messaggio sia stato recepito alla grande.