Tempo di redenzione
Il tempo della redenzione, almeno parziale, è giunto. Sarà il periodo pasquale, sarà l’assenza forzata dal campo in campionato, ma Zlatan Ibrahimovic, nella gara di questa sera contro il Palermo, valida per la semifinale d’andata della TIM Cup, ha il compito, oltre all’obbligo, sia professionale che morale, di mettere il Milan nelle condizioni di scendere a Palermo, il prossimo 10 maggio, senza troppi pensieri in merito alla qualificazione alla finale di Roma in programma il 29, sempre di maggio. La punta svedese, caduta nel silenzio mediatico dopo la stangata ricevuta, per la seconda volta consecutiva dal giudice sportivo Gianpaolo Tosel, sarà schierata dal primo minuto in tandem con l’amico Antonio Cassano con il quale ha sempre avuto un ottimo feeling sia in campo che fuori, vedere gara con il Parma per avere conferma di ciò, e proverà a bucare la porta difesa da Salvatore Sirigu, portiere che vivrà l’aria di San Siro con un certo pathos vista la sua dichiarata fede interista.
Ibra, e questo lui lo sa bene, avrà su di se tutti gli occhi dei tifosi e della critica pronti a carpirne ogni minimo movimento fuori dalle righe. Ma la gente vuole una sua reazione, proprio quella che ha sempre tirato fuori quando questa squadra sembrava non poter prescindere dalla sua presenza in campo. Il tempo di riprendersi il Milan in mano, e sulle spalle, è dunque giunto in attesa della pronuncia della CAF che potrebbe condonargli una giornata di squalifica.
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