Tutti Allegri con il nuovo Pato, anche il Presidente sorride
Che Alexandre Pato sia fondamentale per il Milan non lo dicono solo gli esperti di calcio, bastano le cifre: 97 le presenze dal suo arrivo dall'Internacional nel Gennaio del 2008, 45 reti. Infortuni a parte, il Papero ha una media di quasi un gol ogni due partite. Se ci limitiamo al minutaggio di questa stagione, le percentuali sono addirittura più elevate: 4 partite con il Milan e altrettanti gol, a cui si sommano le marcature siglate con la nazionale di Mano Menezes nelle amichevoli contro Iran e Ucraina. Il "nuovo" Pato sta affrontando una crescita esponenziale sia in termini fisici (con qualche conseguenza sulla sua condizione atletica), sia in termini realizzativi: dopo aver giocato largo nei moduli di Leonardo, con Allegri e Menezes il Papero è chiamato a stare più vicino alla porta, così come predicava un certo Silvio Berlusconi. Il numero uno rossonero, già nella passata annata, non fece mistero della sua volontà di vedere il brasiliano (ed anche l'ex centravanti olandese Klaas-Jan Huntelaar, ora allo Schalke) decisamente più avanti nello scacchiere offensivo. Il mister ha così preso, come si suol dire, due piccioni con una fava: non solo si trova un Pato sempre più cannoniere d'area, ma ritrova anche perfettamente rispettati i diktat che erano costati la panchina al suo predecessore. Ma non si tratta di un condizionamento presidenziale, anzi... Se il nuovo CT della Selecao lo ha promosso centravanti titolare del percorso verso il mondiale di casa del 2014 e Allegri lo utilizza al fianco di un bomber come Zlatan Ibrahimovic, i motivi sono puramente tecnici e tattici.
Lo stesso sta avvenendo con Ronaldinho, che si sta perfettamente adattando allo spostamento da sinistra verso il centro: sulla trequarti, il Gaucho ha offerto due ottime prestazioni contro Parma e Chievo e si attende la prova del nove domani sera, quando l'avversario sarà il temibile Real Madrid di Josè Mourinho. Quei Galacticos che furono schiantati proprio un anno fa dalle uniche due reti del Papero nella sua carriera in Champions League. Due sigilli in una notte magica, indimenticabile per i colori rossoneri. Sarà proprio Pato, insieme ad Ibra e Dinho, a formare il tridente che ha fatto felice Allegri e tutti i milanisti, nella speranza di vivere, come avvenuto il 21 Ottobre 2009, un'altra serata da leoni. E leggendo le dichiarazioni odierne rilasciate al quotidiano La Repubblica ("Real, Manchester City, Barcellona sono grandi club. Ma io sono contento al Milan e del Milan. Ho un contratto fino al 2014 e lo voglio rispettare. Nessuna squadra europea è così brasiliana, creativa e allegra: proprio come piace a me"), le notti magiche nel segno del Papero potrebbero essere ancora molte...
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