Un altro round con l'avversario di sempre

Un altro round con l'avversario di sempreMilanNews.it
© foto di Alberto Lingria/PhotoViews
venerdì 14 dicembre 2012, 22:00Primo Piano
di Emiliano Cuppone

La vittoria di ieri sera sulla Reggina, scontata alla vigilia e non entusiasmante per il ritmo della partita quantomeno nel primo tempo, porta con sé più gioie di quelle che ci saremmo potuti attendere dalla Coppa Italia o (per gli amanti del marketing e neofiti della vecchia cara coppa nazionale) Tim Cup.
Abbiamo parlato a non finire della rete di Niang, già nuovo “idolo” dei tifosi rossoneri (attendiamo a gridare al campione, aspettiamo a paragonarlo a Balotelli di cui non ha nulla più che il cattivo gusto in tema di capigliatura, cerchiamo conferme ulteriori e contro avversari di spessore magari), abbiamo accolto come manna dal cielo il recupero di Muntari (anche se il ghanese avrebbe preferito trascorrere i nostri mesi invernali nell’estate dell’altro emisfero, vestendo la maglia della Nazionale in Sudafrica), ma per alcuni la più grande soddisfazione sarà quella di poter incontrare nuovamente la Juventus.
I sorteggi ci hanno riservato questa piacevole sorpresa, un altro round con i campioni, un'altra sfida agli “spocchiosi” in bianconero, quelli che qualche settimana fa si sono presentati a San Siro con l’atteggiamento da passeggiata ed hanno subito una sconfitta bruciante. Antonio Conte non attenderà altro che prendersi la rivincita sul collega Allegri (visto inoltre che fra i due non sembra esserci quella che si definirebbe un’amicizia fraterna), un po’ come successe lo scorso anno quando bene o male il leccese schierò i titolari per battere il Milan campione anche in Coppa.


I tempi erano diversi, però, le situazioni probabilmente ribaltate, con il diavolo che si approcciò a quella doppia sfida, persa solo ai supplementari, come si affronta nulla più che una scocciatura, una pratica annosa e fastidiosa che rubava tempo ad impegni più impellenti. Oggi, invece, con un diavolo che corre nel gruppone, staccato dalla squadra in fuga, l’occasione è di quelle gradite per fare uno sgambetto ad una squadra che non è mai stata un’avversaria qualsiasi, a prescindere dalla situazione di classifica.
Ecco che la tanto bistrattata Coppa Italia (scuserete il romanticismo, ma ci piace chiamarla ancora così) diventa appuntamento importante, serata di gala che porterà allo stadio più dei 3600 presenti di ieri sera, che stuzzicherà la fantasia di chi (come lo scrivente) continua a non digerire le sconfitte dello scorso anno e quello scudetto strappato di rabbia dal petto del diavolo.
Il primo round ce lo siamo aggiudicati, ne restano altri due, non varranno per il titolo che difficilmente potrà tornare nella bacheca di via Turati, ma hanno il sapore di rivincita e, in una stagione che si preannunciava priva di qualsivoglia soddisfazione, diventano occasione di giubilo, poi mai porre limiti alla provvidenza, anche perché in una stagione come quella che viviamo (e che un noto portoghese definirebbe da zeru tituli) la Coppa Italia diventa obiettivo.