Una rinuncia incomprensibile

Una rinuncia incomprensibileMilanNews.it
lunedì 12 novembre 2012, 14:00Primo Piano
di Matteo Calcagni

Quando una squadra trova una sua stabilità, per quanto retta da fondamenta ancora in costruzione, bisognerebbe evitare continui e repentini stravolgimenti. Bojan Krkic, nel ruolo di trequartista, aveva dimostrato di poter offrire uno slancio superiore sia all'attacco che all'intera manovra rossonera. Contro la Fiorentina, forse ultima gara utile per poter rientrare nella lotta per l'Europa, Allegri ha deciso di rimescolare le carte, riaffidandosi alle vecchie "certezze" ed accantonando l'innovazione: fuori il catalano, dentro Boateng. Risultato? Quella ritrovata brillantezza offensiva, apprezzata nelle ultime sfide, ha lasciato il posto ad un andamento fiacco e prevedibile. A nulla è servito ribaltare la situazione nell'intervallo: la rimonta è riuscita solo a metà, a differenza di come era accaduto nel secondo tempo di Palermo.

Lo spagnolo non avrà certamente illuminato la scena nella ripresa, ma è comunque riuscito ad offrire nuova linfa in mezzo alle maglie viola: non è un caso che, con lui in quella zona di campo, il Milan abbia segnato 8 gol in tre partite (9 con quello siglato ieri da Pazzini). Visto il grado di imporanza della sfida, sarebbe stato più opportuno basarsi sui dati delle ultime partite, magari inserendo Prince sulla destra in sostituzione di un appannato Emanuelson. Il ghanese è un giocatore che va rilanciato, e Allegri fa bene a puntarci, ma la risalita deve arrivare da lontano: piuttosto che fossilizzarsi sul ruolo di trequartista atipico, difficilmente replicabile senza un factotum come Ibrahimovic, sembrerebbe giusto tentare altre vie, non per forza meno nobili. Ma il ritornare al vecchio schema, rinunciando all'uomo più decisivo di questo periodo, è stata una scelta che ha sostanzialmente fatto storcere il naso.