Vince la razionalità

Vince la razionalità MilanNews.it
© foto di Alberto Fornasari
sabato 2 ottobre 2010, 15:00Primo Piano
di Matteo Calcagni

Da Milan-Catania, l'ultima gara in cui i rossoneri "ballarono" a centrocampo e sulle ripartenze avversarie, Allegri sembra aver abbandonato l'idea di una linea mediana "poco muscolare": questa sera, secondo le ultime indiscrezioni, resterà in panchina Clarence Seedorf, con un trio titolare identico a quello osservato contro il Genoa. Insieme a Pirlo che, per qualsiasi allenatore risulta un imprescindibile (da Ancelotti a Lippi, passando per Leonardo e Prandelli), ci saranno con ogni probabilità Gattuso e Kevin-Prince Boateng. Il ghanese di origini tedesche che, nell'ultima intervista, ha rettificato sul numero di tatuaggi (una trentina invece di una decina) e sui nomignoli a lui non graditi, tornerà nell'undici di partenza a seguito della parentesi Amsterdam. Tiene ancora banco l'opzione Seedorf, ma difficilmente l'ex tecnico cagliaritano inserirà un centrocampo "soft", soprattutto considerando la presenza in attacco del trio Ronaldinho, Ibrahimovic, Robinho. Lo svedese, come sembra, non è al meglio e, anche per questo motivo, dovrà essere supportato al meglio dai compagni, impegnandosi meno in copertura rispetto alle ultime uscite. Il dubbio amletico, che tanto dubbio non è, sarà il solito dilemma della fascia destra: Zambrotta probabilmente non ha ancora assorbito le fatiche olandesi e, se Allegri non lo riterrà al meglio, scenderà in campo Ignazio Abate.

Gli altri quattro, come sempre, sono piuttosto intoccabili: dal duo centrale Nesta-Thiago Silva, all'esterno Antonini, chiudendo con l'estremo difensore Abbiati. Ma le novità importanti riguardano la panchina: pronti a subentrare, oltre a Seedorf se non dovesse giocare dal primo minuto, ci saranno i polmoni di Flamini e la classe di Alexandre Pato. Il brasiliano, rientrato velocemente dall'infortunio muscolare, potrà aiutare i compagni a partita in corso, soprattutto se il muro gialloblù risulterà invalicabile. Infine come potersi dimenticare di Inzaghi: l'eurobomber, fermato per ragioni misteriose verso la rete dell'aggancio a Gerd Muller. potrà sfogare la sua rabbia al Tardini, magari sostituendo durante la ripresa un Ibra un po' acciaccato.