Vincere, anche per lui
L'incontrastato Re d'Europa, il signore delle notti di coppa, il bomber più prolifico della storia delle competizioni europee: semplicemente SuperPippo Inzaghi. In notti come quella che attende il popolo rossonero oggi, il pensiero non può non volare a lui. L'uomo che proprio in Champions League ci ha regalato emozioni impareggiabili, gol pesanti come macigni, i più importanti di una carriera che l'ha visto andare in rete per 70 volte. Gli ultimi dei quali sono arrivati in quella che è sembrata la più intensa delle notti di che il Milan ha vissuto quest'anno, quella doppietta al Real Madrid che ha fatto esplodere San Siro nel vero senso della parola. Le ultime due perle di una vita vissuta sul filo del fuorigioco, vissuta sull'onda di ogni esultanza, quel modo quasi isterico di sfogare l'emozione.
Un uomo nato per il gol, un calciatore fatto al 90% d'istinto, quello che gli ha dato la possibilità di diventare uno dei migliori attaccanti della storia. Sono ben 33 le reti siglate in Champions League con la maglia del Milan, quella maglia che si è cucito addosso come una seconda pelle, come se non ne avesse mai indossato un'altra. A trentotto anni la sua fame non è calata, continua a vivere per quell'attimo in cui il pallone varca la linea bianca, per quella frazione di secondo che passa dagli occhi spalancati all'urlo dello stadio, per quell'abbraccio dei compagni che lo raggiungono quando lui è già inginocchiato con le braccia spalancate, le mani che si muovono freneticamente e gli occhi rivolti al cielo. Questa sera Pippo sarà sulla balconata di San Siro a guardare i suoi compagni affrontare il Tottenham, soffrirà con loro, forse scatterà sul filo del fuorigioco anche lì, marcato magari da Paolo Maldini (altro uomo cui vola il pensiero in queste notti), e guarderà minaccioso i compagni ed il suo ginocchio, intimando agli uni di non fermarsi agli ottavi, ed all'altro di fare in fretta, perchè lui non molla mai. Notti come quelle di Atene non sono poi così lontane nei ricordi di SuperPippo, e siamo convinti che sarebbe pronto a giocare anche con le stampelle per viverne un'altra, per sporcarsi ancora le ginocchia d'erba strisciandoci sopra, con quell'urlo che dal lontano 1996 illumina le notti d'Europa.
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