A Napoli non conta solo la classifica. Spazio a Boateng e Robinho

A Napoli non conta solo la classifica. Spazio a Boateng e RobinhoMilanNews.it
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domenica 24 ottobre 2010, 00:00Editoriale
di Matteo Calcagni

La serata di Madrid ha lasciato molte ombre: una squadra imbambolata, priva di atteggiamento vincente, vittima sacrificale di un allenatore ormai maestro nel farsi beffe del club più titolato al Mondo. Dove sono le certezze che, almeno in parte, si facevano strada prima della nottataccia spagnola? Ci sono ancora, senza dubbio, ma vanno "riesumate" e rafforzate. Il Milan non è una squadra di "serie B", come da molti ipotizzato negli ultimi giorni, ma deve ancora trovare la sua vera dimensione e, com'è parso infinitamente chiaro, c'è voluta una grande squadra come il Real per palesarlo a tutti. Questo Diavolo, nonostante il boom di fine estate, non è al livello delle big europee: può competere, lottare, magari spuntarla, ma senza sacrificio e abnegazione il risultato non sarà quasi mai distante dalla sconfitta. A Madrid l'undici rossonero è sceso in campo molle e spaesato, ritrovandosi in breve tempo con l'acqua alla gola e l'appannamento derivamente dal forsennato pressing blanco. Il Milan ha sofferto, dannatamente, riuscendo a salvare la faccia grazie all'enormità di errori sotto rete di Cristiano Ronaldo & co., una vera lezione di calcio e di manovra da parte delle Merengues. Massimilano Allegri, che nelle ultime stagioni a Cagliari aveva impressionato per il suo bel gioco corale, si è subito inferocito per la prova abulica dei suoi, cercando di trovare il bandolo della matassa in quel di Milanello, spronando il gruppo a reagire e ritrovare quell'identità smarrita o dimenticata sotto il cuscino.

Scuotere l'ambiente era, ed è, una mossa ovvia e necessaria, cercando di mescolare le carte e porre un freno alla cosidetta "immunità" di qualche intoccabile: Ronaldinho e Seedorf, due tra i più deludenti del Bernabeu, potrebbero fare spazio all'emergente duo Robinho-Boateng, mossosi con molta più audacia ed intensità nella ripresa madridista. A Napoli, in una sfida che conterà più per il morale che per la classifica, il team milanista dovrà fare tesoro della nottataccia iberica, sfruttando le scorie come incentivo per migliorarsi e sconfiggere sul suo suolo una rivale storica: la formazione partenopea, infatti, è una delle bestie nere dell'ultimo periodo rossonero. Come scordare la sconfitta per 3-1 che precluse l'accesso in Champions League del Milan di Ancelotti, con un Napoli che non aveva niente da chiedere. Ma ancora freschi sono i due amari pareggi dello scorso anno, quando l'undici di Leonardo fu prima raggiunto in extremis al San Paolo, poi bloccato a San Siro proprio nell'ipotetica giornata del sorpasso all'Inter di Mourinho. Un Napoli ammazza sogni per il Milan: il Diavolo, questa volta, arriverà in Campania ferito e arrabbiato, volenteroso di vendicare la recente sconfitta, ma anche le ultime sfide contro gli azzurri. Allegri, che conosce benissimo l'ambiente infernale che troverà a Napoli, sarà chiamato al compito di caricare e ricucire l'ego del suo Milan: non saranno le reti di Ronaldo e Ozil ad impedire a questa squadra prestigiosi successi futuri, ma dovranno essere da esempio e da monito per non ricadere nei tranelli che verranno. Mazzarri starà preparando una trappola per i rossoneri e, con molta astuzia, il Diavolo dovrà riuscire ad evitarla e sconfiggere la sua ostica avversaria.