Asamoah, Ganso, Lamela, Fabregas, Drogba, Hamsik, Inler: quando il Milan si avvicina, spunta subito l'Inter
Applausi al direttore di Milan Channel, Mauro Suma: con quel giochino dell’identikit allestito lunedì scorso a Studio Milan, ospite Massimiliano Allegri, ha dato vita a giornali e tv per tutta la settimana. Geniale. In realtà, per chi prova a leggere un po’ oltre i sorrisi dell’allenatore rossonero, è chiaro che il nome del giocatore che interessa ai campioni d’Italia per il centrocampo non è in alcun modo deducibile da quello schizzo degno di Law&Order. La situazione rimane la medesima: in via Turati cercano un centrocampista, ma anche un trequartista e una punta. Il centrocampista sarà un titolare che sostituirà Pirlo: in questo momento Galliani non vuole avere contatti con l’Udinese per questioni di Lega, ma l’integerrimo Moratti è pronto a contraddire il patto delle big per buttarsi a corpo morto su Asamoah (sponsorizzato da Eto’o, manco a dirlo).
Non è una novità: da un mese, i pruriti di mercato del petroliere senza macchia sono tutti immediatamente successivi ai nomi accostati al Milan. Interessa Ganso? Derby con l’Inter. Fabregas? Oltre al Milan c’è l’Inter. Hamsik? Con il Milan corre anche l’Inter. E così per Drogba, Diarra, Adebayor, Higuain, Lamela, Inler... Provate a scrivere che il Allegri vuole chiedere a Pellegatti se se la sente di provare a fare il trequartista, il giorno dopo leggerete da qualche parte che Pellegatti interessa l’Inter.
Galliani è furbo e ci ha preso gusto. I tempi sono cambiati e non può più permettersi, né lui né Berlusconi, di prendere un campione solo per il gusto di sottrarlo alla concorrenza. Oggi se compri un campione, devi trovargli spazio e spendere soldi veri. Allora Galliani si sta divertendo non poco a non smentirne nemmeno uno, di questi nomi, perché sa che è come buttare la polpetta nel tuo cortile: entro un minuto arriva di corsa il cane del vicino.
In realtà il Milan sta vagliando tutte le soluzioni.
Per scegliere il suo centrocampista, la meditazione riguarderà come sempre le caratteristiche fisiche, l’età, le doti tecniche e morali, la continuità, il presso, il rapporto con la società di appartenenza. Questo è il vero identikit. Non ci sono dubbi che Hamsik – come Ganso – abbia la possibilità di ricoprire più ruoli, soprattutto nell’ottica di un ritorno a centrocampo di Boateng. Ma Galliani non si preclude la possibilità, sommando tutti i fattori di cui sopra, di poter tenere in considerazione, e quindi in vita, le ipotesi di Diarra o Asamoah.
Tornando Boateng a centrocampo, ci sarebbe bisogno di un trequartista e niente ci leva dalla testa che l’identikit, non dei capelli dell’altezza e del peso, sia quello di Fabregas. Le delusioni elettorali di queste settimane non incideranno sulla volontà e sull’entusiasmo di Berlusconi né della figlia Barbara, che intendono restituire al Milan anche il suo carisma europeo.
Cassano e Paloschi secondo noi se ne andranno prima o dopo Pechino. Il primo ha capito che a Milanello non c'è posto, le ultime 2 annate del secondo non entusiasmano Allegri. Mourinho si libererà di uno (o 2?) tra Benzema, Higuain, Adebayor. E il Milan fiuta la pista, tenendo sotto mira anche Drogba che però da un annetto e mezzo pare in fase di atterraggio. Vero che chi dovesse arrivare tra questi, dovrà accomodarsi nell’affollata panchina con Robinho e Inzaghi, ma vero anche che sarà la prima scelta come vice di Pato e/o Ibrahimovic.
Chiudiamo con un applauso ironico agli idioti coinvolti nello scandalo di queste ore: che nausea scoprire che ancora esistono imbecilli i quali pensano sia possibile attraversare di corsa col semaforo rosso senza essere travolti. Il problema è che oltre alla loro incolumità e stupidità, mettono a repentaglio anche quella degli altri. Come quella di un calcio che non aveva bisogno di un’altra schifezza di storia di droga, scommesse e partite truccate. Bastonate, radiate e insultate questi scemi: è l’unico modo di fare giustizia e cautelarsi per il futuro.
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