Che bello il Milan operaio! Ma bisogna buttarla dentro...

Che bello il Milan operaio! Ma bisogna buttarla dentro...MilanNews.it
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lunedì 4 ottobre 2010, 00:00Editoriale
di Andrea Distaso
Redattore e telecronista di Eurosport. Collabora come telecronista del campionato di serie A anche per Infront.

Ciò che più impressiona in un Milan non ancora al 100% del suo potenziale è la rassicurante continuità nei progressi che la squadra ha dimostrato di aver fatto anche al "Tardini".
Gara dominata in lungo e in largo, gestita con grande intelligenza nei rari frangenti in cui l'undici di Allegri ha sofferto le avanzate del Parma. Anche in Emilia si è vista la disponibilità da parte di tutti a sacrificarsi in fase di non possesso, situazione alla quale i tifosi rossoneri non erano più abituati da diverso tempo; se stupisce meno vedere un Seedorf che per una sera mette da parte il fioretto per fare spazio alla sciabola, molto più inaspettato e persino gradevole alla vista l'atteggiamento mostrato dal tridente d'attacco.
Chi avrebbe mai detto che gente pluridecorata come Ibra, Ronaldinho e Robinho si sarebbe prestata ad uno sfiancante lavoro difensivo nel momento in cui la palla non gravitava tra i sapienti piedi di uno straordinario Pirlo, ma tra quelli dei vari elementi della formazione di Marino?
Anche leggendo le dichiarazioni del post-partita, emerge la chiara sensazione che il gruppo accetti di buon grado qualsiasi disposizione del proprio allenatore; grazie ai microfoni posti a bordo campo si poteva udire distintamente Allegri telecomandare alla perfezione le sue pedine in campo.
Le tre partite consecutive che avevano acceso la spia dell'allarme rosso in casa Milan (Cesena, Auxerre, Catania) hanno evidentemente sortito l'effetto di risvegliare subito i belli addormentati di Milanello.


Miglioramenti costanti anche sul piano della costruzione del gioco, in parte dovuti al comportamento eccessivo rispettoso del Parma, che non andava in pressione sui portatori di palla, in parte per una circolazione di palla che inizia ad essere finalmente efficace e che sabato ha prodotto la bellezza di 5 palle-gol nitide.
E siccome non è tutto oro quello che luccica, è bene che dopo la sosta si riparta proprio da questo dato statistico; da abbinare necessariamente ad una maggiore capacità realizzativa, evitando di tenere in gara gli avversari come è successo a Parma.
Il rischio concreto è che questa squadra, proverbialmente portata al facile autocompiacimento, non tramuti in reti una buona parte delle occasioni create e, dal momento che non si potrà pensare di presentarsi sempre così tante volte davanti ai portieri degli altri, sarà bene correggere questo difetto fin da subito.