Come perdere uno scudetto

Come perdere uno scudettoMilanNews.it
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
domenica 20 marzo 2011, 00:00Editoriale
di Matteo Calcagni

E dire che Milan-Bari aveva già insegnato... evidentemente non abbastanza. Quando si gioca contro squadre in difficolta, senza straordinarie ambizioni di classifica, bisogna entrare in campo col coltello tra i denti, conquistando terreno e cercando di trovare immediatamente la via del gol. Una soluzione? Schierare una formazione dalle attitudini offensive, che possa instaurare un perenne forcing in area avversaria. Massimiliano Allegri, dopo qualche scelta rivedibile con i pugliesi, si è ripetuto nuovamente contro il Palermo, schierando l'undici meno indicato per mettere in difficoltà i rosanero: tre incontristi, due fantasisti statici come Seedorf e Cassano e una sola vera punta come Pato. Senza Ibrahimovic, con l'impossibilità di verticalizzare alla ricerca della torre avanzata, era il caso di rischiare qualcosa in più a centrocampo, inserendo giocatori veloci e tecnici come Emanuelson, oppure rischiare subito le tre punte, mettendo in campo, seppur non in condizione idilliache, il brasiliano Robinho. Risultato? Un Milan molle e poco incisivo che ha subito pagato pegno in apertura di gara. La difesa rossonera, con Mark van Bommel in primis (e non è la prima volta), si è addormentata sulle conseguenze di un calcio d'angolo, consentendo a Goian piena libertà di stoppare, tirare e segnare. Come se non bastasse, dopo pochi minuti, è arrivato anche l'infortunio di Jankulovski, uno dei più propositivi dei rossoneri: un problema probabilmente molto serio che, a due mesi circa dal termine della stagione, potrebbe sancire il termine dell'avventura rossonera dell'esterno ceco.

Terminati i primi quarantacinque minuti di gioco tra l'apatia generale, per assistere al secondo cambio si è atteso fino al settimo della ripresa quando Boateng ha sostituito Mark van Bommel, con l'abbassamento di Seedorf come regista basso. Il ghanese ha offerto un po' di vivacità alla manovra ma, pochi minuti dopo, è arrivato anche il patatrack: su un'azione di evidente fuorigioco Pato ha proseguito tirando in porta, cadendo male sotto la morsa del difensore avversario e girandosi la caviglia. Il "Papero", infortunato, ha dovuto lasciare il terreno di gioco visibilmente dolorante e claudicante: uno stop che potrebbe far saltare addirittura il derby al brasiliano, con i soli Robinho-Cassano a disposizione nella sfida più importante della stagione. L'ex Santos, subentrato al connazionale ventunenne, ha fatto un buon ingresso in campo, ma non è bastato per raddrizzare una partita già ampiamente compromessa. Il Milan, in meno di sette giorni, sta rischiando di gettare alle ortiche uno scudetto che sembrava già in tasca. Come Allegri è stato lodato in passato per le buone scelte effettuate, non può essere esente da critiche dopo il rivedibile undici schierato al Barbera, visibilmente incapace di fronteggiare un Palermo certamente non irresistitibile. Pesa anche l'erroraccio sul gol di Goian ma, a prescindere da ciò, il Diavolo si è svegliato troppo tardi, quando ormai il cronometro stava per raggiungere gli ultimi famelici rintocchi. Una sconfitta che più amara non si può, resa ancora più funesta dai guai fisici di Jankulovski e soprattutto di Pato: una mancanza pesante in un momento dove anche Ibrahimovic è fuori per squalifica.