Donnarumma più capitano di Romagnoli. Szoboszlai da bloccare subito. Pioli come Mancini e Murelli come Evani

17.11.2020 00:00 di Alberto Cerruti   Vedi letture
Donnarumma più capitano di Romagnoli. Szoboszlai da bloccare subito. Pioli come Mancini e Murelli come Evani

Donnarumma titolare della Nazionale e Romagnoli, capitano del Milan, in panchina anche quando mancano Chiellinie Bonucci e viene promosso il debuttante Bastoni. Al di là delle valutazioni tecniche, malgrado la diversa età (Donnarumma 21 anni, Romagnoli 25) il portierone rossonero ha già dimostrato di avere più personalità del difensore. In assenza di Romagnoli, titolare della fascia dopo la breve parentesi Bonucci, il numero uno del Milan anche se sulla maglia ne ha un altro, è già stato il capitano della squadra quest’anno e lo ha fatto con la massima naturalezza, da predestinato appunto. Se Donnarumma, come si augurano tutti i tifosi rossoneri, rinnoverà il suo contratto in scadenza tra un anno, avrà un futuro davanti a sé e come Baresi potrà diventare il simbolo del Milan, proprio perché oltre alle qualità tecniche ha già dimostrato di avere il carisma da leader. Non basta, infatti, una fascia al braccio per essere capitani veri. Bisogna anche saper guidare i compagni e da questo punto di vista Donnarumma si è mostrato molto più maturo della sua età, pronto ad accogliere i prossimi rossoneri. Tra tanti nomi circolati nelle ultime settimane, ce n’è uno che merita più attenzione degli altri. Parliamo del gioiellino del Salisburgo, l’ungherese Dominik Szoboszlai, più giovane dello stesso Donnarumma essendo nato il 25 ottobre 2000, capace di segnare al 92’ il golche ha permesso alla sua nazionale di qualificarsi per il prossimo Europeo.L’allenatore dell’Ungheria, l’italiano Marco Rossi, stravede per lui che considera il miglior talento del calcio ungherese in grado di calciare benissimo con entrambi i piedi. Autentico numero 10, potrebbe essere Szobo il sostituto del discontinuo Calhanoglu che tra l’altro chiede 7 milioni di euro per rinnovare il contratto e quindi potrebbe essere ceduto al miglior offerente senza rimpianti. Il momento per farsi avanti in modo concreto è questo, perché le quotazioni di Szobo sono destinate a salire in fretta e la storia del Milan insegna che prima ci si muove meglio è, ricordando il clamoroso precedente di Gullit che venne segretamente a Milano a fare le visite mediche nel gennaio 1987, prima di lasciare ufficialmente il Psv nel giugno successivo. In attesa di un segnale forte da parte di Elliott, su decisiva sollecitazione di Maldini, il Milan fa bene a concentrarsi sul presente che si chiamaNapoli. Sarà la prima vera trasferta impegnativa, più della sfida già vinta contro l’Inter, un po’ perché il Napoli ha dimostrato di poter puntare a un posto Champions e un po’ perchémancherà Pioli, bloccato dal maledetto virus. Al suo posto ci sarà il fidatissimo “vice” Murelli con una storia che assomiglia alla staffetta forzata in Nazionale, per gli stessi motivi, con l’ex milanista Evani in panchina al posto di Mancini. Come si è visto, gli azzurri non hanno risentito dell’assenza di Mancini, perché le sue idee ormai sono state perfettamente assorbite dai titolari e dalle riserve. E allora, siccome Pioli lavora con il Milan tutti i giorni e non una volta al mese come accade a Mancini, Murelli potrebbe ottenere da Ibra e compagni le stesse soddisfazioni che ha avuto Evani. Perché il lavoro paga e tutti ormai hanno capito che Pioli ha lavorato benissimo al Milan. Con o senza il mago Ibra.