Elliott esce tra gli applausi, Cardinale al comando. Adesso si occupi anche del calendario “distratto”. Rebic ipocondriaco? Se è così intervenga Maldini

01.09.2022 00:00 di Franco Ordine   vedi letture
Elliott esce tra gli applausi, Cardinale al comando. Adesso si occupi anche del calendario “distratto”. Rebic ipocondriaco? Se è così intervenga Maldini
MilanNews.it

Adesso anche i più feroci critici di Elliott e del suo modello saranno costretti a battere in ritirata. E a riconoscere i meriti, straordinari, del fondo anglo-americano che nel breve volgere di 4 anni è riuscito a risollevare il Milan dal precipizio di un debito pesantissimo con squadra non competitiva, a mettere in sicurezza i conti del club e a rilanciarlo tecnicamente con la doppietta 2° e 1° posto. Ho letto sul web anche un giudizio di questo tipo: “bravo Paul Singer, non si è dimostrato un avvoltoio ma una colomba salvifica”. E d’altro canto i numeri, in questo caso, parlano chiaro. Anzi gridano. Ci sono stati nei mesi aumenti di capitale per circa mezzo miliardo di euro: chi altri avrebbe potuto fare altrettanto? Senza fare player trading, anzi perdendo 4 calciatori a zero ma senza inseguire rialzi del monte-stipendi. Grazie a questa mossa i costi produzione del Milan sono rimasti intorno ai 350-380 milioni a stagione. Ed è qui che Gerry Cardinale ha appuntato i suoi sforzi e la sua strategia. Per crescere ancora, il suo Milan del quale è diventato dal 31 agosto 2022 proprietario a tutti gli effetti, deve migliorare nei ricavi e per farlo in attesa di quelli dal nuovo stadio, deve puntare sul mercato americano alleandosi con un paio di colossi. Dalla nota ufficiale del Milan si è capito che la collaborazione con Yankee Global Enterprises, proprietario della squadra di baseball più famosa degli Usa, è una partnership a tutti gli effetti con la cessione di una quota di minoranza. Intendiamoci: sul calcio-mercato, la politica rimarrà la stessa di Elliott che resta al fianco di Cardinale come finanziatore per ora.

C’è però un aspetto del Milan. Futuro che dev’essere egualmente potenziato. E si tratta del peso politico del club a livello di Lega di serie A. Diciamolo senza timore alcuno: la differenza in classifica, dopo 4 turni, è ora rappresentata dal calendario. Un conto è giocare con due neo-promosse rimaste a zero punti, un conto è viaggiare prima a Bergamo con l’Atalanta e poi a Reggio Emilia col Sassuolo dopo aver inaugurato il torneo con l’Udinese. Silvano Ramaccioni, storico ds del Milan berlusconiano, ha memoria lucidissima e ricorda che “in tutto il mondo chi vince il campionato precedente tiene a battesimo le neo-promosse”. Qui invece la fortuna del ….computer ha riguardato soltanto Inter, Roma e Napoli. Questo significa che il presidente Scaroni, in altre faccende affaccendato, non si è curato del calendario in fase di preparazione dei parametri mentre altri lo hanno fatto. E che serva di lezioni per Cardinale e i suoi collaboratori. E in particolare a Giorgio Furlani qualora dovesse diventare, alla partenza di Gazidis, il suo successore come ad.

REBIC E ORIGI- Veniamo al Milan col Sassuolo e il derby alle viste. Punto primo: condivido totalmente la scelta di Pioli di allestire tra Bologna e Inter il ricambio nella sfida di martedì sera. Altrimenti quando? Contro l’Inter? Il problema è venuto fuori per l’impossibilità di schierare sia Rebic che Origi. Sul belga dicono tutti si tratti di una scelta prudente, niente di importante. Lo capiremo nelle prossime ore. Per Rebic invece lo staff medico ha rilasciato una diagnosi misteriosa, si parla di “un problema alla schiena”. Il sospetto, condiviso anche in qualche esponente della società, è che si tratti di soggetto ipocondriaco. E allora se così stanno le cose a Rebic va fatto un discorso molto franco e definitivo. E deve farlo Paolo Maldini che è il responsabile dell’area tecnica: o Rebic “guarisce” in fretta altrimenti diventa inutile come l’anno scorso quando si è rivisto solo nel finale del torneo. Su Origi sospendo il giudizio per vedere che tipo di rendimento avrà. Se non sarà all’altezza allora sì che la scelta del centravanti (Origi dopo Giroud a mezzo servizio) sarà stata infelice.