Il Milan all'attacco dell'Atletico: è decisiva per la qualificazione. Daniel: solo al Milan accadono certe cose. Il debutto a San Siro di un tifoso speciale

27.09.2021 00:00 di Pietro Mazzara Twitter:    vedi letture
Il Milan all'attacco dell'Atletico: è decisiva per la qualificazione. Daniel: solo al Milan accadono certe cose. Il debutto a San Siro di un tifoso speciale
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La storia è ciclica e domani sera, a San Siro, torna l’Atletico Madrid ovvero l’ultima avversaria affrontata dal Milan in Champions League. Nel febbraio 2014, al termine di una partitona giocata dalla squadra allenata da Clarence Seedorf, la decise Diego Costa nel finale su azione d’angolo, sfruttando una disattenzione della difesa milanista. Domani, i rossoneri hanno un’occasione importante in ottica qualificazione perché vincere contro la formazione di Simeone lancerebbe alle stelle l’autostima anche in vista della doppia sfida contro il Porto, che potrebbe essere il vero crocevia del girone vista la contemporanea andata-ritorno tra Atletico e Liverpool. Per farlo, Pioli potrà contare nuovamente su Simon Kjaer mentre oggi si capirà ulteriormente se ci sarà anche Alessandro Florenzi. Ci vorrà un grande Milan, con Leao e Rebic a giocarsi una maglia come esterno di sinistra con il portoghese apparso decisamente in palla a La Spezia nel finale e potrebbe essere una vera e propria spina nel fianco per la difesa di Simeone. In attacco spazio nuovamente a Olivier Giroud, che sta riprendendo la forma dopo che il covid è arrivato a rompergli le scatole, azzerando o quasi il suo ritmo partita unitamente al mal di schiena che lo ha tormentato nelle scorse settimane.

È un Milan decisamente europeo, quello che stiamo vedendo, che deve alzare ulteriormente i giri del suo motore e ha ragione Pioli quando parla del poco tempo effettivo delle partite della nostra Serie A. I rossoneri, però, hanno dimostrato che nelle loro fibre muscolari e nella loro testa c’è un ritmo-gara più alto rispetto alla media del nostro campionato, più orientato alla Champions e sarà importante mettere intensità contro una squadra rognosa come l’Atletico, che non sta attraversando un grande momento, ma che ha giocatori di caratura internazionale indiscutibili e che possono punirti nel momento in cui meno te lo aspetti.

Poi ci sono cose che succedono solamente al Milan. Tre generazioni di Maldini in gol in Serie A, un record che – probabilmente – sarà destinato a durare molto a lungo. La rete di Daniel, che ha aperto la partita di sabato, è stato iconico come iconica è stata l’esultanza di Paolo. Pioli glielo aveva detto a Daniel che quella del Picco sarebbe stata la sua chance e lui, dopo un primo tempo così così a livello di ritmo e giocate, ha saputo prendersi la storia con l’incornata che ha battuto Zoet. Adesso però ci vuole calma, perché Daniel Maldini non è ancora un giocatore formato, non è un Brahim Diaz che ha solo due anni in più di lui ma ha già un bagaglio di conoscenze più ampio rispetto al compagno di reparto. Ci vorrà tempo, forse gli servirà uscire dal Milan per formarsi ulteriormente, ma il talento lo ha sempre avuto. Lo ha ammesso anche lui come debba imparare ancora a leggere le partite e le sue fasi. Ma è stato stupefacente, quasi incredibile, quello che è successo al Picco.

Mercoledì sera, in occasione di Milan-Venezia, a San Siro c’è stato un debutto speciale. Non si tratta di giocatori, ma di uno spettatore speciale. Simone Pedersoli, un ragazzo fantastico affetto da una malattia che lo costringe a stare su una sedia a rotelle. Lui è l’esempio vivente di come, davanti alle avversità della vita, si può combattere con il sorriso e riempiendo la vita anche di chi ti conosce. Il suo esordio a San Siro è stato emozionante, perché Simo non si aspettava una struttura così maestosa davanti a lui. Accompagnato da Michele e da tutti i membri della Peppino Lounge (una famiglia, più che un gruppo di amici), Simone si è posizionato nei posti a lui dedicati e ha raccontato sul suo profilo instagram diverse fasi della partita, tra le quali il gol di Brahim Diaz che ha sbloccato il match. Il calcio, l’amicizia e la passione ti portano a conoscere persone clamorose, come Simo, che è uscito dalla partita quasi frastornato dalle emozioni vissute. E la prossima volta, ne siamo certi, San Siro gli farà meno “paura”.