Il Milan è sicuro che non ci sono offerte concrete in giro su Kessie. il club eviti una frattura col pubblico. Romagnoli è un caso (da 6 milioni) diverso

09.09.2021 00:00 di Franco Ordine   vedi letture
Il Milan è sicuro che non ci sono offerte concrete in giro su Kessie. il club eviti una frattura col pubblico. Romagnoli è un caso (da 6 milioni) diverso
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La vicenda Kessiè è un tema molto sensibile sul quale c’è il rischio di provocare, prim’ancora che ci sia uno sviluppo ufficiale, una grave spaccatura tra calciatore e pubblico. Le fonti ufficiali del club hanno fatto sapere nei giorni scorsi che a loro- e qui per loro s’intende l’area tecnica- “non risulta che ci siano offerte da parte di altri club”. Questo cosa significa? Significa che molto probabilmente Paolo Maldini deve aver fatto qualche telefonata in giro per capire se davvero c’è l’interesse a “bloccare” da febbraio 2022 Kessiè promettendogli un contratto da mille e una notte e ha ricevuto risposte negative. Sul punto la conclusione può essere la seguente: se non hanno “bluffato” con Maldini e Massara, le vertiginose proposte sono state “millantate” dall’agente nel tentativo di lucrare qualche milioncino in più. Diversamente sarebbe un colpo irrimediabile alla credibilità dei dirigenti. Nell’attesa di vedere se hanno ragioni gli uni (già fatto col PSG) o gli altri (non ha preso nessun impegno), c’è un rischio dietro l’angolo ed è il seguente: che si crei una frattura tra il pubblico che è tornato negli stadi e lo stesso Kessiè il quale si era pronunciato da Tokyo in modo completamente diverso. Toccherà a lui spiegare l’eventuale cambio di posizione così come toccherà alla società parlare ai tifosi e fare in modo che non ci sia oltre al danno anche la beffa.

Kessiè è utile alla causa anche se dovesse decidere di lasciare Milanello nell’estate del 2022.

Piuttosto si pone un’altra questione e questa riguarda essenzialmente il club e l’azionista. Come si capisce dalle cronache provenienti dal fronte interista, il rinnovo di Lautaro e degli altri (Brozovic etc.) appare epilogo scontato a sentire le dichiarazioni di Marotta che distribuisce ottimismo a ogni intervista. I quesiti sono più di uno: 1) perché l’Inter riesce, nonostante la situazione finanziaria del proprio azionista, a riscuotere il credito e la fiducia di agenti e calciatori che pure hanno patito la scorsa stagione un clamoroso ritardo nel riscuotere gli stipendi?; 2) perché se Lautaro, che come bomber vale certamente più di un centrocampista, si accontenta di 6 milioni per il rinnovo nell’Inter con lo scudetto sul petto, a Kessiè non dovrebbero bastare gli stessi 6 milioni promessi, sia pure a scalare, dal Milan che è arrivato secondo? Una riflessione sul punto andrebbe fatta prima che scoppi lo psico-dramma del mancato rinnovo di Frank. Una prima risposta può arrivare dalla richiesta di Kjaer di anticipare i tempi del rinnovo: gli uomini veri hanno capito che c’è serietà, voglia di far bene e di rispettare alcuni parametri per evitare -inseguendo le chimere tipo CR7- di finire con 200 milioni di passivo in ogni bilancio. Aggiungo una chiosa: forse è il caso di costruire con gli agenti rapporti migliori.

Caso Romagnoli- Romagnoli è un caso completamente diverso. Innanzitutto ha un problema suo che è il seguente: da gennaio in poi, dall’arrivo di Tomori, ha perso il posto da titolare nel Milan (dopo aver perso la nazionale) che nessun altro gli avrebbe mai portato via. Poi c’è una questione economica. Se fossero autentici i dati provenienti da casa Milan, grazie a un rinnovo generosissimo ottenuto da Fassone e Mirabelli, attualmente Romagnoli godrebbe di uno stipendio netto da 6 milioni di euro, conseguenza di aumenti anno dopo anno. La Lazio di Lotito non è un club che può pagare quelle cifre. Lui dovrebbe dimezzarsi lo stipendio. E voglio vederlo con i miei occhi Romagnoli che passa da 6 milioni a 3 milioni.