Il non mercato del Milan continua ed il 20 luglio è dietro langolo
Fiumi di parole e di inchiostro e nulla più. E’ questa la stretta attualità degli ultimi giorni dove si è parlato tanto e, almeno alla luce del sole, si è agito poco, molto poco. Galliani sembra aver attaccato, ancora una volta, il disco automatico con il refrain di questa estate, sbandierando ad ogni occasione possibile la politica dell’uno per uno, una situazione assurda ed incredibile per un club come quello di via Turati. Il nome di Zlatan Ibrahimovic sta letteralmente occupando l’intera cronaca a strisce rossonere ed ha, secondo un nostro sondaggio ancora attivo, spaccato in due la tifoseria tra chi lo vorrebbe a Milanello al più presto e tra chi, invece. Sostiene che sarebbe un investimento errato. Personalmente credo che l’arrivo dello svedese alla corte di Allegri possa rappresentare quella punta da oltre 20 gol a campionato che, ormai, manca al Milan dal 2006, ossia dalla dipartita per Londra di un certo Andriy Shevchenko. La punta, però, non è il ruolo dove il Milan deve agire con priorità.
Le emergenze, sia per mancanza di alternative che per pochezza qualitativa, si registrano in difesa, ed in particolare sugli esterni difensivi, dove il finto giovane Antonini va, il prossimo anno, per le 29 primavere e con un Ignazio Abate che ha dimostrato di non essere adatto al ruolo. Aogo, Caceres e van der Wiel sono i nomi fatti da Allegri a Galliani ma tra questi, forse, solo l’uruguayano potrebbe arrivare a Milanello, andando ad occupare il solo posto da extracomunitario disponibile. Meglio di nulla. Altro dilemma riguarda il centrocampo, vero reparto che necessita di restyling e dove il solo Flamini è un under 30. Se, che è d’obbligo, dovesse partire qualcuno, il Milan potrebbe accontentare il neo allenatore intavolando con il Cagliari una trattativa per Andrea Lazzari e la cosa è stata confermata dall’entourage del giocatore che non aspetta altro che una chiamata da Cellino o Galliani. In tutto questo, ennesimo, fiume di parole, c’è da constatare l’immobilismo rossonero, immobilismo che sarà sicuramente sottolineato tra 13 giorni esatti, durante il raduno della squadra al quale, oltre alla Curva Sud, che ringrazio per l’ospitalità datami sabato, saranno presenti anche i “Non evoluti”. La speranza è sempre l’ultima a morire, ma per non far spegnere la fiamma c’è bisogno che qualcuno l’alimenti ma, anche in questa metafora, pare esserci austerity.
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