Il nuovo Milan e la voglia di esterni

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lunedì 7 giugno 2010, 00:00Editoriale
di Andrea Distaso
Redattore e speaker dell'emittente radiofonica Radio Milan Inter. Telecronista di Eurosport ed Infront.

Esattamente come un anno fa, il nuovo Milan targato Allegri ripartirà dagli esterni; o almeno cercherà di farlo...
Proprio come il suo predecessore, il tecnico livornese pare intenzionato a chiedere alla società adeguati rinforzi per la batteria dei terzini, ad oggi composta da Zambrotta, Oddo, Jankulovski, Abate ed Antonini. Troppo poco per pensare di poter disputare un campionato di vertice e di evitare un'altra prematura e pesante eliminazione dalla Champions League.
Se nella passata stagione Leo era stato costretto a fare buon viso a cattiva sorte in occasione del mancato affare Cissokho ed era stato bravissimo a proporre un gioco efficace sulle corsie laterali grazie a due esterni alti come Dinho e Pato, il probabile ritorno al classico 4-3-1-2 non può prescindere dalla presenza di due fluidificanti di grande spinta.
I già citati Abate e Antonini, partiti dalle retrovie e lanciati con grande coraggio dall'allenatore carioca, non sempre hanno fornito un adeguato contributo tanto in fase offensiva che in quella di copertura. Per carità, caratteristiche personali, scarsa esperienza a confrontarsi su certi palcoscenici e una dimestichezza ad interpretare il ruolo hanno finito per incidere alla distanza, ma per impegno e qualità delle prestazioni i due prodotti del settore giovanile rossonero vanno comunque promossi.
Il problema rimane nelle alternative, con giocatori ormai sul viale del tramonto e dei quali Galliani & co. si liberebbero più che volentieri, soprattutto a fronte dei lauti ingaggi che pesano come macigni sulle casse di via Turati.

Né Oddo né Jankulovski sembrano, ad oggi, disporre di molti corteggiatori pronti a fare follie per accaparrarseli e allora anche la concessione della lista gratuita saprebbe tanto di parziale consolazione.
Anche perché, come ama ripetere l'a.d. e vice-presidente vicario, il mercato estivo sarà improntato su un equilibrio molto chiaro per cui ad ogni partenza farà seguito un arrivo: tradotto, prima di poter acquistare un qualsiasi nuovo elemento, deve essere necessariamente lasciata libera una casella e non importa come.
Francamente non aiuta il budget piuttosto risicato messo a disposizione dalla famiglia Berlusconi e tanto meno la scarsità di gente appetibile per il mercato in uscita con cui si potrebbe finanziare ulteriormente l'acquisizione di qualche volto nuovo. Tolti gli intoccabili Dinho, Pato e Thiago Silva, il solo Huntelaar pare rispondere a questi requisiti e individuare un club disposto ad investire 15 milioni per il tulipano sfiorito all'ombra della Madonnina è compito arduo.
Bale del Tottenham e Van der Wiel dell'Ajax, due nomi molto apprezzati dalla prossima guida tecnica del Milan, ma anche due calciatori che risponderebbero perfettamente alle indicazioni del nuovo corso rossonero: giovani, affamati e, si spera, non troppo costosi. Il Diavolo, versione 2010/2011 potrebbe ricominciare con loro.