Incontro con Maldini. Ratti, scarafaggi e clandestini sulla barca tra mozzi e ammutinati. Prima con i coltellini, poi con il piccone: distrutte storia, appartenenza, passione, ambizione

Incontro con Maldini. Ratti, scarafaggi e clandestini sulla barca tra mozzi e ammutinati. Prima con i coltellini, poi con il piccone: distrutte storia, appartenenza, passione, ambizioneMilanNews.it
Oggi alle 00:00Editoriale
di Luca Serafini

Un'altra Pompei, sulla pelle dei tifosi, della gente, di chi ama il Milan e i colori rossoneri. Un altro scempio che devasta la storia, la tradizione, l'amor proprio, l'orgoglio. In 60 giorni, dalla stiva di un cargo che stava solcando i mari camuffato da nave da crociera sono usciti ratti, scarafaggi, viaggiatori clandestini che hanno infettato i turisti, infranto il sogno caraibico, dissolto la vittoria in una regata impossibile, sabotato l'approdo su una spiaggia paradisiaca. Trasformando l'avventura in una tragedia sportiva da Titanic del calcio.  

Il comandante stava pilotando a dritta il vascello sgangherato tra acque agitate, mozzi e ammutinati, ma pochi si erano accorti che tra una cabina e l'altra già volavano gli stracci, delle falle a poppa e a prua, dell'imbarco d'acqua. Non era un bel vedere forse quel cargo, non era comodo per i viaggiatori e non si mangiava granché bene, ma viaggiava spedito verso una meta suggestiva. Nessuno aveva promesso lusso a bordo, alla partenza. I marinai (pochi) e i mozzi (troppi) si sono ammutinati, facendo apparire una "Amerigo Vespucci" persino bagnarole scalcinate, gozzi e zattere alla deriva che hanno iniziato a battere e a sorpassare il Titanic rossonero. 

Un esaustivo articolo della collega Monica Colombo sul "Corriere della Sera", giovedì 14 ha messo a nudo l'ennesima guerra intestina, quella tra l'elefante in cristalleria Zlatan Ibrahimovic e Massimiliano Allegri. Sono 3 anni che qualcuno si chiedeva quale fosse il ruolo di Ibra nel Milan, la risposta è arrivata: telefonava ai giocatori per sostituirsi al tecnico; parlava con il guitto di Bari che infama Allegri e chiunque (praticamente tutti) gli stia sulle balle; voleva imporre amici, figli, figli degli amici qua e là come gli riesce indisturbato nel settore giovanile e a Milan Futuro. I cui risultati sono sotto gli occhi di tutti. 

La mediocrità gestionale, la crescente rabbia distruttiva, la mancanza di ambizione sportiva, l'insipienza acclarata, unite al senso di frustrazione dei dipendenti di via Aldo Rossi licenziati dalla sera alla mattina, spostati da un ufficio all'altro come marionette, MilanTv ridotta a una bottega di filmmaker con un futuro incerto, hanno travolto Milanello spazzando via quelle anime aggrappate a sé stesse con i denti. Che a marzo, appunto, erano lì a scivolare sulle onde dopo un viaggio illusorio di 7 mesi. 

Monta la contestazione a San Siro come a Tolosa, altro club di proprietà di RedBird specializzato nel costruire impianti sportivi e nell'annientamento delle squadre, evidentemente. Perché l'obiettivo un anno fa era Cardinale, oggi Furlani e Scaroni, stasera Ibrahimovic, ma la pasta è una sola... Quella di fine campionato, Champions (volesse il cielo) o non Champions (dramma nel dramma) a Milano sarà una contestazione senza quartiere, mi annunciano. Qualcuno è pronto a partire anche per Los Angeles, magari per arrivare al settimo piano dell'edificio di Beverly Hills dove ha sede il quartier generale di RedBird. L'esasperazione cui questa nefasta epopea ha ridotto la tifoseria rossonera è a livelli incontrollabili. 

Nel frattempo, in settimana ho incontrato Paolo Maldini. Qualche chiacchiera: la reciproca delusione per come vanno le cose perché per primo abbiamo il Milan nel cuore, l'avvilimento nell'aver saputo e capito molte cose già da prima, senza immaginare risvolti così deleteri camuffati com'erano dalla facciata, supponendo comunque che il tracollo in qualche modo sarebbe arrivato. Cosa resterà di questo scempio, oggi nessuno può dirlo. Sarà comunque poca, pochissima roba.