Unità, unità: svegliarsi prima no? Gelo di Ibra e assenza di Moncada. Il Tar oggi vale, con Bologna-Milan no
Scusate il ritardo. È ormai questo il ritornello che viene spontaneo nel commentare le uscite pubbliche del Milan società nel tentativo di governare gli eventi di questi ultimi giorni. Dopo che per una settimana c’è stato il silenzio assoluto sull’inizio della contestazione (petizione contro l’ad Furlani) seguito dal patatrac annunciato in Milan-Atalanta, ecco che spunta puntualmente in ritardo l’appello all’unità, la riunione dei vertici che lavorano negli uffici del club. Come nella vita anche nel calcio è sempre utile prevenire piuttosto che inseguire! Ma purtroppo questo è il limite di chi non ha esperienza diretta con le vicende calcistiche. Adesso poi, nelle ore che precedono il giudizio universale di Genova, spunta anche la testimonianza di Moggi sui rapporti glaciali tra Ibra e Allegri. Li avevamo lasciati che chiacchieravano amabilmente durante il ritiro di pre-campionato, abbiamo intuito il “divorzio” per via di una banale riflessione: Ibra da qualche tempo non si è più fatto vedere a Milanello, riconosciuto regno di Max, e ha frequentato esclusivamente lo stadio. Cosa è successo tra i due? Posso itpotizzare: Ibra, insoddisfatto del gioco e di qualche risultato, ha cominciato a parlare con singoli calciatori e a criticare il lavoro dell’allenatore. Già in gennaio, alla fine del mercato, aveva promesso a qualche esponente del gruppo che “sarebbe arrivato il centravanti per risolvere i problemi” intendendo in questo caso Mateta, trattativa che sapete tutti come si è conclusa.
Chiedo: è così che si lavora in un club? Se vuoi farlo, devi farlo a tempo debito e cioè a campionato concluso senza rompere il clima interno allo spogliatoio anche perché le scelte dell’anno precedente, da Fonseca a Coinceçao, più i consigli sul mercato di Moncada (un altro che non si è più visto a Milanello; ndr), hanno portato a quel disastro dell’ottavo posto e alla sconfitta nella finale di coppa Italia.
Da oggi in avanti tutti si dedicheranno agli ultimi 180 minuti del campionato ma anche questa volta è troppo tardi per ricucire un ambiente sfilacciato e dal quale, tra l’altro, sono usciti spifferi durante le settimane scorse, a traguardo non ancora guadagnato, di “nuovo ds e nuovo allenatore” come se questo oltre che dar argomenti ai dibattiti televisivi potesse contribuire a rendere più stabile la squadra e l’umore dello staff tecnico a Milanello. Intendiamoci: se il Milan dovesse mancare la Champions come credo sia probabile a questo punto, allora ci sarebbero da mettere sul piatto anche le responsabilità di Allegri e del suo staff da prendere in esame. Una società visionaria ed esperta di vicende calcistiche, intuita la “mala parata” avrebbe dovuto invece dedicarsi a puntellare la squadra e lo stesso tecnico invece di mollarlo per strada a un mese e mezzo dalla fine del torneo.
IL FAMOSO TAR - Ricordo ai più, a proposito del peso politico del Milan, che quando il sindaco di Bologna decise di rinviare Bologna-Milan per una nevicata, il consiglio direttivo della Lega non prese in esame il ricorso al Tar e a fine riunione il presidente Scaroni commentò così la vicenda: “Ci inchiniamo dinanzi alla volontà del sindaco di Bologna!”. Facendo infuriare giustamente i tifosi rossoneri. Oggi ballano 5 sfide, d’accordo ma è una ulteriore prova.

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