Società debole, squadra debole. Ma al Milan sembrano non capirlo...

Società debole, squadra debole. Ma al Milan sembrano non capirlo...MilanNews.it
Oggi alle 16:00Primo Piano
di Enrico Ferrazzi

Sergio Conceiçao è stato allenatore del Milan solo per sei mesi, ma tanto è bastato per capire perchè il club rossonero sta faticando tremendamente ad aprire un ciclo vincente. Negli ultimi anni, il Diavolo ha alzato qualche trofeo come uno scudetto e una Supercoppa Italiana, ma sono stati dei "semplici episodi". Il tecnico portoghese, intervistato da Repubblica nei giorni scorsi, ha spiegato sulla sua esperienza sulla panchina del Diavolo: "Ho frequentato spogliatoi per venticinque anni e so che l’instabilità ambientale arriva anche lì. Non era facile giocare con i tifosi che disertavano la curva. E con i social, quello che si diceva di noi arrivava ai calciatori. Se la società non è forte, lo spogliatoio non può essere forte". 

ANIME DIVERSE - L'ultimo è un concetto molto semplice, quasi scontato, eppure in via Aldo Rossi sembrano non averlo ancora capito. Da anni ormai si ripete che al Milan ci sono più anime e chi pensava che l'uscita dalla società di Elliott potesse risolvere la situazione si è dovuto ricredere perchè sostanzialmente non è cambiato nulla a Casa Milan dove ci sono ancora troppe fazioni diverse. Soprattutto sul mercato: se da una parte ci sono il ds Igli Tare e il tecnico Massimiliano Allegri che vorrebbero puntare anche su giocatori forti di esperienza, dall'altra ci sono l'ad Giorgio Furlani e Geoffrey Moncada che preferiscono andare su giovani talenti da far crescere e un giorno vendere per fare grosse plusvalenze. Il risultato di questa differenza di vedute è stata una compagna acquisti confusa e che ha portato pochissimo alla squadra rossonera (tolti Modric e Rabiot, gli altri, chi più e chi meno, hanno deluso tutti). 

IL MILAN DI BERLUSCONI - Se il Milan di Silvio Berlusconi e Adriano Galliani ha vinto tutto e ha portato in club in cima al mondo per 30 anni è anche perchè in quel periodo c'era una sola società, nessuno metteva davanti al Diavolo i propri interessi personali e c'era massima unità d'intenti, con tutti che avevano lo stesso obiettivo. Ognuno aveva il suo ruolo ben definito e c'era una catena di comando molto chiara. Ora purtroppo da qualche anno non è più così e questa debolezza societaria si trasferisce poi anche nello spogliatoio e in campo. Possibile che in via Aldo Rossi nessuno lo abbia ancora capito e si continui ad andare avanti con più anime che convivono nel club?