L'involuzione del Milan, la mancanza di "fantasia" uno dei tanti problemi...

L'involuzione del Milan, la mancanza di "fantasia" uno dei tanti problemi...MilanNews.it
© foto di Tiziano Crudeli
martedì 22 marzo 2011, 00:00Editoriale
di Tiziano Crudeli

Un punto nelle ultime due partite di campionato e uno in Champions. Questo non è un ruolino di marcia di una squadra di vertice ma piuttosto di una squadra modesta. E' il Milan degli ultimi tempi involuto, lento, poco incisivo che in difesa commette ingenuità incredibili pagate a caro prezzo. Un solo gol realizzato in tre partite dove, fra l'altro, il possesso palla medio è stato pari al 60%. Si semina tanto ma si produce pochissimo. C'è chi sostiene che la sconfitta di Palermo, 46 gol subiti in 29 partite per di più reduce da 5 sconfitte consecutive e non segnava da 412', va attribuita in gran parte all'assenza di Ibra. E' stato, infatti, scritto: “Quanto manca Ibra.” Peccato che pure lui nelle ultime apparizioni col Tottenham, sia all'andata che al ritorno, e col Bari aveva clamorosamente steccato. Il problema evidentemente è molto più complesso e profondo. C'è quindi da chiedersi: quanto mancano Pato e Cassano che non imbroccano un dribbling o un assist giusto? Quanto manca una manovra rapida ed efficace ? Quanto mancano l'estro e la fantasia? Visto che l'attacco ha segnato 2 gol nelle ultime quattro partite, quanto mancano bomber all'altezza della situazione? Basta che un' avversaria qualsiasi si trinceri nella propria metà campo e chiuda ogni pertugio per mandare in tilt “l'Allegri brigata” che si ostina ad attaccare per vie centrali con triangolazione in spazi ristretti del tutto improduttivi. E' capitato col Tottenham, col Bari e sabato col Palermo. Difesa ad oltranza, catenaccio di antica memoria e il Milan non sa più cosa fare, con o senza Ibra.. E poi quei gol subiti in contropiede causati da imperdonabili errori individuali. Col Bari e col Palermo il protagonista in negativo è stato Van Bommel. Allegri dice: “Regaliamo un tempo.” E' lecito chiedersi: perchè accade ciò? Viene il dubbio che certe scelte iniziali non siano azzeccate. Altrimenti come si spiega che la squadra cresce alla distanza e che tra i più brillanti ci sono spesso proprio coloro che hanno preso il posto dei titolari? Il centrocampo con Gattuso, Van Bommel e Flamini può andare bene se deve fare filtro ma nel momento in cui è chiamato a costruire o a cercare di finalizzare la manovra, denuncia evidenti limiti.

I tre complessivamente hanno realizzato 2 reti (1 Gattuso, 1 Flamini, 0 Van Bommel) quando, ad esempio, i centrocampisti interisti Thiago Motta, Cambiasso e Stankovic hanno uno score di 14 segnature (4, 5, 5).Nel momento in cui gli attaccanti rossoneri vengono bloccati o mancano di adeguati rifornimenti, al contrario di quanto succede sull'altra sponda opposta, la squadra milanista non avendo in fase offensiva valide alternative, ne risente Gattuso generosissimo come sempre, il più vicino ad andare a segno con un splendido colpo di testa respinto da Sirigu, è uno splendido arruffone ma non ha nelle sue corde il passaggio smarcante. Van Bommel è statico e cerca di compensare la scarsa mobilità con aperture e lanci, che il più delle volte sono intercettati degli avversari, e poi ricorre a sistematici interventi scorretti. Flamini è un muscolare poco propositivo e pure molto falloso. Salva qualche eccezione (Gattuso contro la Juventus) nessuno dei sa inserirsi in zona gol con tempestività per offrire un tangibile con contributo ad reparto avanzato rivelatosi sterile. Tanto valeva contro il Palermo gettare prima nella mischia Robinho. Se poi sulla trequarti, nei pressi dell'affollata area di rigore avversaria, staziona Seedorf che per fornire un saggio di classe ha bisogno di tempo e spazio e invece si trova costretto ad operare in un fazzoletto di campo continuamente braccato da “nemici” con la bava alla bocca, allora diventa ancora più difficile proporre alle punte palle giocabili. Pirlo non c'è, per cui forse è il caso di puntare su elementi come Emanuelson e Boateng che quantomeno offrono dinamicità e forza dirompente necessaria per sgretolare muri invalicabili. La corsa, l'aggressività, l'intensità suppliscono alla mancanza di qualità. Le stesse corsie laterali vengono sfruttate poco e male. Oltretutto Abate attraverso un ottimo periodo e Antonini, vedi il match col Bari, quando spinge qualche assist utile lo fornisce. In classifica si assottiglia il distacco delle inseguitrici. La sconfitta col Palermo ci riporta sulla terra e ci rende consapevoli che molte cose non funzionano per il verso giusto. Troppi giocatori sono fuori forma e di conseguenza il loro rendimento non è pari alle attese. Adesso c'è la sosta. Giusto il tempo per rimettere insieme i cocci prima di affrontare un derby dove la posta in palio è di capitale importanza.