La fine di un ciclo, l'inizio scettico di quello nuovo. Il tifoso-partner va ascoltato e soddisfatto con i risultati

La fine di un ciclo, l'inizio scettico di quello nuovo. Il tifoso-partner va ascoltato e soddisfatto con i risultatiMilanNews.it
lunedì 27 maggio 2024, 00:00Editoriale
di Pietro Mazzara

Il toccante saluto a Stefano Pioli, Olivier Giroud e Simon Kjaer ha segnato la fine di un ciclo durato cinque anni, dove il Milan è tornato ad essere Milan grazie al lavoro di tutti. Dalle proprietà americane ai dirigenti presenti e passati, ma da ventiquattro ore siamo già entrati in quello che sarà, effettivamente, il nuovo ciclo del Milan. Un ciclo che dovrà partire dalla nomina del nuovo allenatore, decisione attorno alla quale c’è grosso fermento da parte della tifoseria e la cui ufficializzazione dovrebbe avvenire nel corso della prossima settimana, quando la squadra e lo staff legato al club saranno tornati dall’amichevole di venerdì, a Perth (Australia), contro la Roma. Gli indizi delle ultime settimane portano tutti a Paulo Fonseca, ma il Milan ha anche in caldo Mark van Bommel. L’ermeticità che ancora permane sulla disclosure del nuovo allenatore, con il saluto a Pioli, adesso non ha più senso d’esistere. Probabilmente ci saranno dei tempi tecnici da rispettare, ma tirare ancora una settimana in mezzo a dubbi e supposizioni non fa bene a nessuno. 

Di certo c’è una cosa: il tifo andrà riconquistato. I fischi che si sono sentiti durante la premiazione di Simon Kjaer all’indirizzo di Giorgio Furlani, ma anche a Scaroni, Ibra e Moncada, si sono sentiti e sono un segnale di come – in questo momento storico – il gruppo dirigenziale sia sotto attenta valutazione da parte dei partner del club, per usare parole di Gerry Cardinale, ovvero i tifosi. Partner, non clienti da deludere, perché se un fondo d’investimento delude i suoi investitori, questi chiedono il conto e portano i soldi altrove. Idem potrebbero fare i tifosi, ma nessuno – in teoria – vorrebbe vedere San Siro con buchi sugli spalti e con un clima surreale come nelle ultime due partite e mezza. V’è piaciuto lo spettacolo della Sud nel secondo tempo? Ecco, per averlo in maniera costante, servirà soddisfare il palato dei tifosi, specialmente quelli locali e italiani, che vanno allo stadio e che generano il sentiment sul posto, che poi è quello che di riflesso influenza quello sui tifosi e simpatizzanti all’estero.  

Da Casa Milan filtra - come sempre - compattezza e convinzione per quelle che saranno le mosse sia sul lato allenatore sia, soprattutto, in materia di calciomercato dove il Milan sarà ancora una volta protagonista, ma con interventi più specifici e mirati tra i quali l’attaccante, un centrocampista, un difensore centrale (probabilmente di piede mancino) e forse anche un terzino destro. Il Milan, va ribadito, non ha bisogno di vendere i suoi top player per fare mercato, ma qualora dovessero arrivare delle proposte indecenti, il sistema calcio italiano ti impone di valutarle, come accaduto con Tonali lo scorso anno. 

Sarà l’estate del nuovo inizio, di un nuovo ciclo, dove il Milan dovrà fare cose, in campo e fuori, per migliorarsi ulteriormente ed essere ancora più competitivo. Perché vincere, anche tutti gli anni, non stanca mai e vuol dire creare un ciclo, una legacy. Al tifoso interessa questo ed è un fattore imprescindibile per tener viva la sua passione.