La predica dagli inglesi ci mancava. Buon 25° presidente. Chievo, crocevia scudetto
Troppo facile sparare a zero in quel modo. E’ troppo facile emanare giudizi e sentenze senza prendere atto della versione della controparte e, di conseguenza, modificare il proprio pensiero perché si è già deciso che si deve andare in una direzione salvo poi, in maniera tardiva e successiva, correggere il tiro e provare a dare una visione meno calunniosa dei fatti accaduti.
Il processo mediatico che i tanto blasonati “tabloid” inglesi hanno imbastito contro Gennaro Ivan Gattuso da Corigliano Calabro è stato qualcosa di deprecabile e di indifendibile. Animali, pazzi, violenti, provocatori e, dulcis in fundo, mafiosi. Ingiurie che i signori d’Oltremanica dovrebbero pesare prima di scrivere in prima pagina mettendo in copertina il “mostro”.
La cosa bizzarra è che, come ha detto in maniera informale Mathieu Flamini a microfoni spenti in mix zone, la predica viene fatta da chi ha, nel proprio campionato, vanta il maggior numero di gambe, caviglie, tibie e peroni spezzati in tutta Europa e, come aggravante, si sono permessi di usare una delle ingiurie più brutte nel mondo italico, ovvero quella di mafiosi, per etichettare i giocatori e, di conseguenza, anche il popolo rossonero che in quella maglia e in quei giocatori rimette le proprie speranze.
Come abbiamo scritto nella nostra lettera a Gattuso, l’atteggiamento di Rino è assolutamente da condannare perché un capitano non può e non deve reagire in quel modo contro una provocazione da parte di una persona che non aspettava altro per attaccare briga.
“Fucking italian bastard”. Queste tre parole, pronunciate da Joe Jordan, l’ex squalo, visto che si è rifatto i denti, hanno fatto esplodere definitivamente l’ira di Gattuso e di questo la UEFA, in fase di decisione, dovrà prenderne atto visto che è arrivato il momento di punire non solo chi reagisce, che ha sempre torto, ma anche chi provoca perché quel “RESPECT” invocato dal massimo organo federale europeo venga rispettato da tutti.
Contro il Chievo, la squadra dovrà mettere in campo tutta la rabbia accumulata in questi giorni per tenere a bada l’Inter anche se non sarà facile perché sul campo del Bentegodi ci hanno lasciato le penne sia il Napoli, sia i neroazzurri e bisogna evitare, inevitabilmente, una terza fatal Verona. Infine, un augurio al presidente rossonero Silvio Berlusconi che oggi festeggia le nozze d'argento con il club che salvò dal fallimento in una notte di febbraio del 1986. Da allora, il club di via Turati ha intrapreso un cammino vincente che ha riempito la bacheca milanista e che lo ha portato ad essere, insieme al Boca Juniors, il club con il maggior numero di trofei internazionali nel mondo.
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