Milan, c'è un solo "vero" nemico. A gennaio attenzione al colpo
Come prima, più di prima. Il Milan è tornato ai livelli del passato, la squadra da battere in campionato e in Europa. Stappato un buon vino di Borgogna dopo la vittoriosa spedizione di Auxerre, il Milan ha messo in cascina il passaggio del turno ed ora catalizza tutte le sue attenzioni sulle ultime uscite in campionato prima della sosta natalizia. Cinque vittorie consecutive (4 in campionato e una in Champions), zero gol subiti. La testimonianza lampante di una solidità difensiva dettata dalla grande compattezza a centrocampo è solo la prima, ma sicuramente la più importante trasformazione targata Massimiliano Allegri. Si dice che un allenatore fa di necessità virtù con il materiale a disposizione, ma questa volta la necessità ha portato ad un mutamento in meglio, palesemente visibile nelle recenti prestazioni della squadra. Il Milan è diventato una squadra scorbutica da affrontare, molto solida a centrocampo e in difesa, con giocatori estremamente pericolosi in attacco. Le critiche di inizio stagione si sono trasformate in elogi, e non potrebbe essere altrimenti dopo una sequenza di vittorie d'altri tempi. C'è anche da dire che la mediocrità del nostro campionato sta esaltando ancora di più il Milan. La squadra di Allegri quest'anno è la vera candidata alla vittoria del titolo e solo poche antagoniste potranno metterle il bastone tra le ruote. Ma il vero nemico del Milan è il Milan stesso. L'errore più grande potrebbe essere quello di esaltarsi troppo facilmente e cadere in cali di concentrazione pericolosi. Il Milan non può distrarsi, nell'anno delle rivincite sono vietati sbandamenti che possono intaccare l'uniformità del gruppo.
Il Milan deve riuscire ad arrivare fino alle festività natalizie senza ridurre il margine di vantaggio in campionato, soprattutto contro le big. A gennaio comunque la società potrebbe intervenire sul mercato. Nonostante le dichiarazioni di Adriano Galliani, il Milan potrebbe migliorare sulle corsie laterali e fortificare l'attacco, cercando un vero sostituto di Ibra. Il lavoro disumano che sta svolgendo lo svedese non può durare per tutta la stagione e nei momenti di appannamento è fondamentale avere una valida alternativa. Robinho, Ronaldinho e Seedorf a rotazione possono ricoprire un ruolo di spalla, ma un vero sostituto dell'ex blaugrana non c'è in rosa. Ibra ha lanciato troppo spesso campanelli d'allarme. Non riposare mai ed avere costantemente tutto il peso dell'attacco sulle spalle, dal primo all'ultimo minuto, è logorante anche per un killer d'area. L'idea Cassano non è molto percorribile, per il semplice fatto che Fantantonio non ha le caratteristiche di una prima punta alla Ibra. Il Milan inoltre per acquistare il barese deve privarsi di un trequartista, e in questo caso la scelta cadrebbe senza dubbio su Ronaldinho. L'ad rossonero, così come nel mercato estivo, ha parlato di opportunità da cogliere al volo, ma se le opportunità sono come gli acquisti di Ibrahimovic e Robinho, allora i tifosi possono veramente sognare in grande. Ma è giusto coltivare i sogni e allo stesso tempo guardare al bilancio. Rinforzare una rosa già competitiva sarebbe il segnale di un vero cambio di mentalità rispetto al recente passato. Il “vero” Milan sta tornando.
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