Milan, il salto di qualità lo fai a centrocampo

Milan, il salto di qualità lo fai a centrocampoMilanNews.it
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lunedì 6 giugno 2011, 00:00Editoriale
di Andrea Distaso

E' stata divertente questa settimana alla ricerca del fatidico mister X del mercato rossonero, questa mezzala sinistra di statura importante, piedi finissimi, capelluto, occhio ceruleo e numero di scarpa 42, stando agli indizi semiseri che Massimiliano Allegri e Adriano Galliani hanno fornito e continuano a fornire a tifosi, addetti ai lavori e stampa. La verità è che il Milan sta vagliando tantissime piste prima di scegliere in maniera definitiva (a patto che non l'abbia già fatto cercando di depistare tutti quanti nel frattempo) il giocatore che andrà a sostituire idealmente Andrea Pirlo.

La mia personalissima impressione è che il Milan non si fermerà a questo unico acquisto per completare una campagna di rafforzamento iniziata molto bene con gli arrivi a costo zero di Taiwo e Mexes ed il riscatto di giovani interessanti come Paloschi, Zigoni e Strasser dal Genoa. I dirigenti del club campione d'Italia hanno compreso da tempo che il vero reparto capace di fare la differenza tra una squadra che partecipa alla Champions League per onore di firma e una che vuole giocarla da protagonista sia il centrocampo. Premesso che il livello qualitativo di quello del Barcellona è inarrivabile per il momento, urgono almeno un paio di innesti di alto profilo per avvicinarsi agli standard espressi dai top club continentali. Come tutte le squadre italiane, il Milan ha puntato negli ultimi anni su uno stile di gioco ben definito e su calciatori con caratteristiche precise, che sapessero interpretare nel modo migliore le idee tattiche degli allenatori che si sono succeduti. E cosi si è passati dalla mediana dei trequartisti del primo Ancelotti per passare poi ai due interditori al fianco di Pirlo e al doppio trequartista. E con Allegri la zona nevralgica ha subito un'ulteriore trasformazione, eliminando il regista dai piedi buoni davanti alla difesa preferendogli un giocatore di maggiore quantità e inventandosi un trequartista in posizione di centrocampista di sinistra.

Ma ancora non basta. Da anni chi segue il Milan da vicino gli imputa il fatto di non aver mai pensato di cambiare qualcosa nella mentalità e quindi nell'impostazione della squadra e soprattutto negli uomini. Di mandare a memoria un certo modo di giocare e di non fare nulla per individuare delle varianti che evitassero di renderlo prevedibile e monotono alla lunga. Senza dimenticare che il “problema” dei contratti in scadenza si riproporrà al termine della prossima stagione e stavoltà sarà il preludio alla vera rivoluzione messa in preventivo da diverso tempo. Per queste ragioni, l'allenatore, di comune accordo con la società, sta tracciando il profilo di quei 2-3 giocatori che in questa e nelle prossime sessioni di calciomercato verranno puntati per completare una rosa che in Italia ha già dimostrato di essere competitiva. Via dunque alla ricerca di centrocampisti giovani, capaci di abbinare una buona corsa alla capacità di segnare e far segnare i compagni. Gente alla Boateng, tanto per fare un esempio a noi molto caro.

Nomi non ne faccio, perchè tanti (forse troppi?) vengono propinati in queste prime settimane ufficiose di trattative e perchè rimango convinto che gli obiettivi reali non rientrino fra questi ma siano stati saggiamente tenuti sotto silenzio dai dirigenti di via Turati. Senza dimenticare il regalo che il presidente ha promesso di fare a tutti i milanisti per la conquista dello scudetto e che, come avvenuto nell'estate 2010 (ricordate Ibra e Robinho?), rischia nuovamente di sparigliare le carte e lasciare la concorrenza a bocca aperta.