Pippo immortale re d'Europa. Ronaldo pupazzo. Webb, ma quei cinque minuti da dove escono fuori?

Pippo immortale re d'Europa. Ronaldo pupazzo. Webb, ma quei cinque minuti da dove escono fuori?MilanNews.it
giovedì 4 novembre 2010, 00:00Editoriale
di Pietro Mazzara

Un pareggio che lascia l’amaro in bocca perché prendere un gol come quello di Pedro Leon, preso al quarto minuto di recupero, non può non lasciare questa sensazione di incompiuta. Ancora una volta, in Europa, è uno strepitoso, immenso, immortale Filippo Inzaghi che con una doppietta aveva ribaltato il gol di Higuain, segnato allo scadere del primo tempo. In mezzo ai due gol madrileni, i due gol dell’eurobomber, che ha superato sia Gerd Muller che Marco Van Basten rispettivamente nelle classifiche dei bomber europei e di quelli in maglia milanista. I primi 20 minuti di gioco hanno fatto tornare indietro il tempo alla gara del Santiago Bernabeu con la squadra di Josè Mourinho padrona del campo e del gioco e che non riesce a mettere il pallone alle spalle di Abbiati solo perché Pirlo si immola due volte nella stessa azione e poi è lo stesso numero 32 ha tolto dalla porta il possibile vantaggio spagnolo con un intervento strepitoso su Higuain in avvio ma è proprio El Pipita, quando mancavano pochi secondi all’intervallo, a gelare San Siro che, poco prima, aveva imprecato contro l’errore di Ibra solo davanti a Casillas. Nella ripresa, Allegri azzecca le mosse inserendo Inzaghi che, nel giro di 20 minuti, ribalta il risultato e rende lo stadio una bolgia infernale dove sembra che il Real possa soccombere ma lo spauracchio di Mourinho aleggia sempre e, come sempre, azzecca il cambio con Pedro Leon che trova il pertugio tra le gambe di Abbiati, unico errore di una partita molto ben giocata dall’estremo difensore rossonero. Un pareggio che, visto il risultato che proviene da Auxerre, consente al Milan di stare ancora tranquillo ma con l’obbligo di vincere proprio contro i francesi per assicurarsi una partita di semi-gala, in un freddo mercoledì di dicembre, contro l’Ajax. Rispetto alla gara disputata in terra spagnola, il Milan ha retto colpo su colpo alla corazzata bianca legittimando quello che, senza il gol beffa, sarebbe stato un successo legittimo, nonostante l’errore marchiano del secondo assistente sul raddoppio milanista.

Allegri, come detto, ha azzeccato sia i cambi che le mosse tattiche con un grande Abate, forse la sua miglior partita in rossonero, che ha limitato al massimo un certo Cristiano Ronaldo, giocatore dalla classe immensa ma pupazzo da circo per l'atteggiamento irrispettoso e provocatorio che ha nei confronti dei colleghi calciatori. Un campione, senza dubbio, ma anche una persona che non può essere presa ad esempio per lealtà sportiva, come dimostrano le due simulazioni su due contatti duri con Abate e il risolino di approvazione al momento dell'ammonizione del numero 20 rossonero. Certo, la gioia di vedere Mourinho uscire con la coda tra le gambe sarebbe stato qualcosa di immenso ma bisogna accontentarsi. Non mi accontenta, invece, la gestione del finale del sig. Howard Milton Webb che ha assegnato ben cinque minuti di recupero, una cosa rarissima in campo europeo, un recupero sproporzionato che, alla fine, è costato caro ai rossoneri. Questo pareggio deve ridare nuova linfa alla squadra e consapevolezza nei propri mezzi anche se, è brutto dirlo, la differenza di freschezza fisica tra le due squadre si è vista ma il grande orgoglio del Milan fa si che questa squadra non muoia mai.